Benessere e Salute - 11 maggio 2026, 06:50

Biella, pochi medici e troppe difficoltà: i numeri della sanità

Biella, pochi medici e troppe difficoltà: i numeri della sanità

La sanità biellese è chiamata a rispondere a una domanda di cure sempre più alta, in un territorio tra i più anziani del Piemonte. Secondo Demos Piemonte, nel 2025 la provincia di Biella registra un’età media di 50,5 anni e una quota di popolazione over 65 pari al 30,6%, tra le più elevate della regione.

Le prime criticità riguardano il personale: secondo quanto riferito dalla CGIL biellese durante la conferenza stampa del 5 maggio, all’ospedale di Biella mancano circa 100 medici rispetto al fabbisogno previsto. Una carenza che pesa sull’organizzazione dei reparti, sulle liste d’attesa e sulla capacità del servizio pubblico di garantire risposte in tempi adeguati.

La difficoltà riguarda anche la medicina territoriale. Nel 2023, in provincia di Biella, erano attivi 98 medici di medicina generale: 94 titolari e 4 con incarichi temporanei. Il rapporto è pari a 0,64 medici ogni mille abitanti, in calo rispetto agli anni precedenti, con criticità particolarmente evidenti nelle aree periferiche e montane. In questo quadro si inseriscono le Case di comunità previste a Biella, Cossato e Valdilana. Secondo i dati comunicati in conferenza stampa, al momento sono 17 i medici di famiglia disponibili a svolgere alcune ore in queste strutture: un primo passo, ma ancora limitato rispetto alle necessità del territorio.

Altro fronte particolarmente fragile è quello dell’assistenza agli anziani. Nel 2023 l’ASL BI ha destinato circa 8 milioni di euro alle quote sanitarie convenzionate per inserimenti permanenti in RSA, garantendo 648 quote, pari all’1,28% della popolazione over 65. Nel 2024, secondo i sindacati, le quote sono salite a 709, pari all’1,40%.

Nel Biellese operano 35 strutture RSA, per un totale di 1.880 posti letto. Il problema, però, resta la sostenibilità economica: con rette che possono oscillare tra 2.500 e 3.000 euro al mese, l’accesso a una struttura diventa difficile per molte famiglie, soprattutto senza una quota convenzionata. A pesare è anche il reddito medio provinciale, che ammonta a circa 22.000 euro lordi annui.

Sul piano regionale, il disavanzo previsionale della sanità piemontese per il 2026 è stato quantificato in circa 879 milioni di euro. La Regione ha precisato che si tratta di una fotografia iniziale, non ancora comprensiva di tutte le risorse del Fondo sanitario nazionale, ma per i sindacati il dato resta motivo di preoccupazione.

Se letti nel quadro d'insieme i dati evidenziano un Biellese carente di personale, che necessita di una medicina territoriale più solida e maggiori strumenti di sostegno per anziani e famiglie. Il rischio, in assenza di interventi strutturali, è che l’accesso alle cure diventi sempre più difficile proprio per chi dipende maggiormente dal servizio pubblico.

G. Ch.