“Tutti a Genova, ricordando i giorni di Biella”. Con queste parole il presidente dell’ANA Biella Marco Fulcheri ha dato appuntamento agli Alpini della nostra provincia alla 97° Adunata Nazionale, in programma da oggi, 8 maggio, fino a domenica nella città di Genova.
Solo un anno fa la nostra città ospitava la 96° edizione: momenti di grande festa e partecipazione di popolo, alternati ad altrettanti (e toccanti) eventi istituzionali, culminati con la grande sfilata degli Alpini e dei sindaci biellesi che chiuse la solenne ed emozionante cerimonia dello sfilamento che coinvolse circa 90mila penne nere.
Per oltre 11 ore, affollati alle transenne, i biellesi applaudirono e abbracciarono simbolicamente (e senza sosta) gli Alpini di tutta Italia, a dimostrazione del profondo e forte legame di Biella con i valori alpini. Un successo clamoroso, confermato anche dai numeri registrati, con oltre 400mila presenze totali nei tre giorni della manifestazione.
Presidente Fulcheri, è trascorso un anno dalla 96° Adunata di Biella: che ricordi ha lasciato?
Sono ancora indelebili: non solo nel sottoscritto ma in tutta la popolazione. Lo dimostrano i tanti commenti e post che stanno spuntando sui social. L’emozione e l’orgoglio di quei giorni sono ancora palpabili. Inoltre, è diffusissimo un mantra tra i cittadini: ‘Alpini, quando ritornate?’. Sono parole e commenti che ci gratificano. Dobbiamo esserne fieri. L’intero territorio ha compreso appieno il nostro sforzo per la realizzazione di un evento unico ed epocale.
Molti, dopo anni, potranno dire io c’ero e condivideranno momenti ed emozioni: cosa rammenta con maggior affetto?
È difficile individuare un istante preciso, sono talmente tanti che si sommano che diventa complicato. Sicuramente ciò che è rimasto nei cuori di tutti è stato il momento dello sfilamento finale per le vie della città di Biella. Non dimenticheremo mai quel tifo da stadio, tutti uniti a scandire le parole di ‘Biella’, ‘Biella’, ‘Biella’. Ancora oggi, mi commuovo pensando a quel momento che conserverò per sempre nel mio cuore.
Quale eredità ha lasciato l’Adunata Nazionale degli Alpini?
L’unità d’intenti: quando si fa squadra, tutti assieme, non esistono limiti per il Biellese. Questo appuntamento è stato l’esempio e la dimostrazione che il nostro territorio non deve porsi alcun limite. I meriti ci sono stati riconosciuti e il segnale è stato inequivocabile. Dobbiamo aver maggior fiducia nelle nostre potenzialità.
In attesa dei dati ufficiali sulle ricadute economiche nella nostra provincia, è indubbio che l’Adunata Nazionale abbia contribuito a far conoscere maggiormente il Biellese fuori dai confini regionali?
Lo scorso mese sono stati resi noti i dati dell’Osservatorio Turistico Biellese, che hanno registrato un incremento delle visite e dei pernottamenti nel nostro territorio. È il frutto di un lavoro corale, a cui anche gli Alpini hanno contribuito con l’Adunata. Inoltre, sono a conoscenza che molte penne nere, giunte qui lo scorso anno da ogni angolo d’Italia, stanno tornando nel Biellese, poiché rimasti colpiti dalle nostre bellezze.
Infine, è tempo di prendere parte ad una nuova Adunata: come ci si prepara?
Gruppi e penne nere stanno preparando le valigie per ‘invadere’ pacificamente la città di Genova e ricreare un clima festoso e partecipe. Ogni Adunata fa storia a sé ma è importante per conservare la memoria e tramandare i valori che abbiamo ereditato. Come sempre, rappresenteremo al meglio la città di Biella, con fierezza e passione, conservando nel cuore la memoria della passata edizione.