Si può davvero imparare stando sempre seduti a un banco? E, soprattutto, si può comprendere fino in fondo cosa significhi costruire senza aver mai costruito davvero?
Dal 22 al 24 aprile, la classe 4ª A dell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio dell’Istituto di Istruzione Superiore Gae Aulenti di Biella ha vissuto un’esperienza formativa alla Trappa di Sordevolo, difficilmente riconducibile a una semplice uscita didattica. In quei tre giorni, gli studenti hanno avuto l’occasione di confrontarsi direttamente con il lavoro sul campo, trasformando la teoria in pratica concreta.
Inserita nel progetto “Sapere per saper fare”, in collaborazione con FORMEDIL Biella, l’attività ha portato i ragazzi fuori dalla dimensione esclusivamente scolastica, immergendoli in un contesto reale, fatto di materiali, strumenti, tecnica e scelte operative. Non più soltanto disegni, linee e quote, ma peso, equilibrio, precisione e manualità.
Alla Trappa, la differenza si è percepita subito: non si trattava solo di osservare, ma di fare. Gli studenti si sono cimentati con muretti a secco, selciati e sistemi di scolo, confrontandosi con tecniche antiche, strettamente legate alla tradizione costruttiva del territorio, ma tutt’altro che semplici. Ogni gesto ha richiesto attenzione, ogni errore è diventato occasione di correzione, ogni risultato è stato raggiunto passo dopo passo.
Le lose di micascisto, tipiche del Biellese, sono diventate così non soltanto materiale da costruzione, ma anche strumento di apprendimento. Un modo per comprendere che la conoscenza, quando passa anche attraverso le mani, assume un valore diverso e più profondo. In un’esperienza come questa, infatti, non basta sapere: conta ciò che si è realmente in grado di realizzare.
In un tempo dominato dalla rapidità, dal digitale e dall’immediatezza, confrontarsi con la lentezza del lavoro manuale ha offerto agli studenti una prospettiva diversa. Serve tempo per capire, per sbagliare, per correggere. Ed è proprio in questo percorso che l’apprendimento diventa più solido e duraturo.
Non si è trattato soltanto di tecnica. Lavorare all’aria aperta, condividere obiettivi, affrontare difficoltà concrete e collaborare per raggiungere un risultato comune ha contribuito a rafforzare il gruppo classe. Alcune lavorazioni, infatti, non possono essere portate avanti da soli: richiedono coordinamento, fiducia e capacità di operare insieme.
Anche i momenti più semplici, come un pasto condiviso o una pausa dopo il lavoro, hanno contribuito a rendere l’esperienza completa e vissuta. Non un semplice contorno, ma parte integrante di un percorso formativo capace di unire competenze tecniche, relazione e consapevolezza.
Molti studenti sono partiti con curiosità, qualcuno forse con qualche dubbio. Al termine dei tre giorni, però, la classe è tornata con qualcosa in più: non solo nuove abilità pratiche, ma anche uno sguardo diverso su ciò che studia. Più concreto, più consapevole, più vicino alla realtà del costruire.
Un ringraziamento va ai docenti accompagnatori e a FORMEDIL Biella, perché esperienze di questo tipo non nascono per caso, ma da una precisa idea di formazione: una scuola che non rinuncia alla teoria, ma la mette alla prova; che non si limita a spiegare, ma permette agli studenti di sperimentare; che non semplifica la realtà, ma la mostra nella sua complessità.
Per i ragazzi della classe 4ª A CAT, quella alla Trappa di Sordevolo è stata una lezione diversa dalle altre. Una di quelle che non si ascoltano soltanto: si vivono. E proprio per questo restano.
I ragazzi della classe 4ª A CAT