Mentre la sanità biellese affronta carenze di personale, difficoltà economiche e una domanda di cura sempre più elevata, soprattutto tra gli anziani, dalla CGIL arriva un appello a difendere e rafforzare il servizio pubblico. Nella conferenza stampa di martedì 5 maggio, sindacati e cittadini hanno indicato assunzioni, risorse e sanità territoriale come priorità, in vista della manifestazione regionale per la salute del 23 maggio a Torino. A supporto delle tesi, il biellese Carlo Angiono ha raccontato il ruolo decisivo delle cure pubbliche nel suo lungo e articolato percorso di degenza.
Cristina Martiner Bot: "Assunzioni strutturali e risorse per il territorio"
La segretaria generale CGIL Biella, ha aperto la conferenza ricordando che la sanità locale presenta sia eccellenze, come l’oncologia, sia profonde criticità. “Negli ospedali piemontesi mancano medici e infermieri e Biella non fa eccezione. Non possiamo continuare a tamponare le emergenze ricorrendo a gettonisti: servono assunzioni strutturali e un piano regionale per il personale”. Ha definito la mancanza di medici di base “una bomba ad orologeria”, soprattutto nelle zone montane, e ha invitato a potenziare la sanità territoriale: “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza e investire sui servizi di prossimità, non solo sull’ospedale”.
Sul fronte finanziario, la segretaria ha espresso preoccupazione per i disavanzi delle Asl: “I bilanci preventivi sono espliciti: con le risorse attuali i direttori generali non riescono a garantire i servizi essenziali. Per questo chiediamo un rifinanziamento del fondo sanitario nazionale e risorse aggiuntive per il Biellese, dove il peso degli anziani è superiore alla media regionale”. Martiner ha però riconosciuto alcuni passi avanti, come l’apertura di case e ospedali di comunità e l’impegno dell’Asl a gestirli con personale pubblico: “Sono segnali importanti ma, senza un piano straordinario di assunzioni, non basteranno”.
Marvi Massazza Gal: “La prevenzione deve tornare al centro”
La segretaria dei pensionati ha ricordato che nel Biellese la maggior parte della popolazione è composta da over 65, il che aumenta la pressione sui servizi sanitari e sociali: “Se vogliamo evitare di abbandonare le nostre vallate montane dobbiamo investire nella sanità di prossimità e nella prevenzione”, ha spiegato, aggiungendo che la mancanza di medici di famiglia è “l’anticamera del diritto alla cura”: senza un medico di riferimento diventa difficile prevenire le malattie e anticiparne l’aggravarsi.
Massazza ha lamentato che spesso ci si concentra sull’ospedale e si dimenticano la prevenzione e il sostegno alle famiglie: “Senza un potenziamento della rete territoriale, le famiglie si trovano sole ad assistere anziani fragili o affetti da demenza, con rette delle case di riposo ormai insostenibili”. Per questo ha chiesto più posti convenzionati, tariffe più eque e contratti dignitosi per gli operatori delle Rsa, che oggi lavorano in condizioni salariali inferiori a fronte di rette elevate.
Roberto Panella: “Le liste d’attesa si abbattono con più personale”
Il segretario della Funzione Pubblica CGIL ha affrontato il tema delle liste d’attesa e delle risorse. “La Regione ha stanziato fondi aggiuntivi per recuperare le liste d’attesa, ma non bastano nemmeno a coprire quanto speso l’anno precedente… programmazione e servizi vengono organizzati mese per mese”, ha spiegato. Panella ha ribadito che la soluzione passa dalle assunzioni: “Per ridurre le liste d’attesa non c’è altra strada che incrementare il personale. Senza personale aggiuntivo non possiamo richiamare i dipendenti nelle giornate di riposo né garantire l’apertura delle case di comunità senza svuotare i servizi domiciliari”.
“Non possiamo abbassare i requisiti per avere personale a basso costo – ha concluso - dobbiamo rendere attrattive le professioni sanitarie, garantendo salari adeguati e qualità della vita. Se non facciamo questo, rischiamo di avere strutture nuove ma servizi depotenziati”.
Carlo Angiono: “Senza la sanità pubblica, non sarei qui a raccontarlo”
A chiusura della conferenza, Carlo Angiono ha portato una testimonianza personale sull’importanza della sanità pubblica. Dopo una vita in salute, a 56 anni ha scoperto una leucemia che è stata curata fra diverse strutture del Piemonte. Nel 2023 ha avuto una recidiva rara e mortale: “A Novara ho aderito a un protocollo sperimentale firmando decine di moduli, sapendo di avere poche speranze. Oggi sono vivo perché ho potuto contare su cure d’avanguardia e farmaci costosissimi che l’ospedale mi ha fornito gratuitamente”.
Angiono ha ringraziato medici e infermieri per la competenza e l’umanità dimostrata: “Quando non avevo più il controllo del mio corpo, loro hanno preservato la mia dignità. Senza la sanità pubblica avrei dovuto scegliere se curarmi o mangiare”.