Il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese resta in attesa di comunicazioni ufficiali da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in merito alla richiesta di proroga dei termini di validità della compatibilità ambientale, rilasciata con il Decreto VIA numero 242 del 10 giugno 2021.
L’istanza è stata presentata lo scorso dicembre dal Consorzio, dopo il pieno soddisfacimento di 85 prescrizioni sulle 95 indicate dal MASE. Altre 7 prescrizioni risultano invece ottemperate parzialmente. Nel frattempo, mentre l’ente stava procedendo al completamento degli ultimi adempimenti, l’iter relativo alla proroga è proseguito e, di recente, è arrivato il via libera da parte del MIBAC.
Al momento, nessuna ulteriore comunicazione è giunta al Consorzio dal MASE. Quando arriveranno indicazioni ufficiali, l’ente valuterà le motivazioni e le eventuali azioni da intraprendere.
Al di là degli aspetti amministrativi, complessi per un’opera pubblica di questa portata e tali da richiedere ulteriori confronti con l’Autorità interpellata, resta centrale il tema che ha portato alla richiesta di proroga: la necessità di arrivare a un esito positivo per la realizzazione del nuovo invaso.
«La situazione idrica indotta dai cambiamenti climatici in atto – afferma il presidente del Consorzio Baraggia, Leonardo Gili – ci impone un impegno per la ricerca di soluzioni strutturali definitive. I frequenti episodi di siccità, verificatisi nel corso degli ultimi anni, evidenziano una situazione in cui è diventato assolutamente necessario imbrigliare negli invasi le acque derivanti da precipitazioni sempre meno frequenti, ma di crescente intensità. Se non si aumenta la capacità dei nostri invasi, collegandoli tra loro per un’ulteriore ottimizzazione della raccolta, il rischio è quello di continuare a disperdere enormi quantità di risorsa idrica».
Gili richiama infine la priorità legata ai servizi idrici per la cittadinanza: «Nella gestione delle dighe biellesi affidate al Consorzio Baraggia, l’obiettivo primario è soddisfare la richiesta per i servizi idrici alla popolazione e, solo in seconda battuta, provvedere, laddove possibile, all’utilizzo dell’acqua anche per altri scopi agricoli ed energetici. Lo dimostra il fatto che negli scorsi anni si è sempre proceduto in questo senso, arrivando per un periodo anche a interrompere le erogazioni per questi utilizzi ulteriori».