La Commissione Legalità, presieduta da Domenico Rossi, ha esaminato il lavoro svolto sul tema dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. Dalle audizioni con enti e associazioni è emerso un quadro complesso, nel quale il caporalato non dipende da un solo fattore, ma da più criticità che si sommano lungo tutta la filiera.
Tra gli elementi evidenziati ci sono la pressione economica sulle imprese agricole, la riduzione dei margini di guadagno e il ricorso a forme irregolari di lavoro, compresi i subappalti affidati a cooperative fittizie. A pesare sono anche problemi strutturali: liste di collocamento poco efficaci, procedure burocratiche complesse per permessi di soggiorno e ingressi dei lavoratori stranieri, carenze di alloggi e trasporti e limiti del sistema del “click day”.
Particolare attenzione è stata dedicata alla condizione dei lavoratori migranti e delle lavoratrici, spesso più esposti a ricatti, isolamento e violenze. Il fenomeno, secondo quanto emerso, risulta aggravato anche dalla presenza della criminalità organizzata e dalla discontinuità dei finanziamenti destinati alle politiche di contrasto.
Per affrontare queste criticità, il gruppo di lavoro propone di rafforzare la formazione e l’informazione dei lavoratori, migliorare la collaborazione tra istituzioni e associazioni e garantire interventi più stabili su alloggi, trasporti e servizi di supporto. Tra le ipotesi indicate ci sono anche una legge regionale di coordinamento, la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile nei processi per sfruttamento lavorativo e una semplificazione, a livello nazionale, dei canali di ingresso della manodopera agricola.
Su questi temi si inserisce anche il documento presentato dai gruppi Pd, Avs, M5s e Sue. La proposta punta a costruire un sistema pubblico più efficiente per far incontrare domanda e offerta nel lavoro agricolo stagionale. Tra le misure previste figurano regole chiare su alloggi dignitosi e trasporti adeguati, maggiori controlli, formazione per i lavoratori e l’introduzione di un “bollino etico” per valorizzare le imprese che rispettano i diritti.
Nel corso del dibattito, Gianna Gancia, Lega, ha aperto al confronto con le opposizioni, mentre Monica Canalis, Pd, ha richiamato la necessità di interventi strutturali condivisi. Come spiegato da Rossi, l’obiettivo è arrivare a un ordine del giorno unitario da portare in Aula.
La Commissione, alla presenza dell’assessore Maurizio Marrone, ha poi espresso all’unanimità parere favorevole all’introduzione di un sostegno economico per i testimoni di giustizia. Il provvedimento prevede un contributo una tantum da 3mila euro, finanziato dal Fondo regionale contro usura, estorsione e sovraindebitamento e gestito da Finpiemonte in raccordo con Prefettura e Procura di Torino. La Prefettura dovrà verificare le condizioni di urgenza, mentre la Procura attesterà l’attendibilità della collaborazione.
Rossi ha inoltre sottolineato l’opportunità di prevedere un aiuto anche nella fase di uscita dal programma di protezione, con l’obiettivo di favorire l’inserimento del collaboratore nel mondo del lavoro.
I lavori sono proseguiti in seduta congiunta con la Prima Commissione, presieduta da Roberto Ravello. In questa sede è stata approvata all’unanimità la deliberazione sulle modalità di accesso ai contributi per il recupero dei beni confiscati.
La novità, illustrata dall’assessore Marrone, riguarda gli enti del Terzo Settore che hanno in gestione beni assegnati dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: anche loro potranno essere ammessi ai contributi, recependo una modifica della legge regionale dello scorso anno.
“Finalmente – ha affermato Rossi – dopo anni che lo chiedevamo, anche in Piemonte sarà possibile supportare direttamente gli enti del Terzo Settore che gestiscono beni confiscati, come già in altre Regioni”.
Resta confermata la premialità per i piccoli Comuni e, eventualmente, anche per un ente del Terzo Settore che rilevasse un bene in queste municipalità. Nel corso della seduta è intervenuto per chiarimenti anche Fabio Isnardi, Pd.