Nella storia della Resistenza biellese c’è anche una traccia sarda, nitida e spesso poco ricordata, che merita invece di essere riportata al centro della memoria pubblica. Una presenza tutt’altro che marginale: accanto ai nomi più noti della lotta partigiana nel Biellese compaiono infatti molti combattenti provenienti dalla Sardegna, o legati all’isola per nascita e famiglia, alcuni dei quali pagarono con la vita la scelta della libertà. Le commemorazioni di questi ultimi anni a Biella, promosse anche dal Circolo culturale “Su Nuraghe”, hanno contribuito a restituire volto e dignità a questa pagina di storia comune tra Piemonte e Sardegna.
La loro presenza in Piemonte si spiega dentro una vicenda più lunga: la comunità sarda a Torino e nel Piemonte ha radici antiche, i primi flussi migratori dall’isola risalgono a prima del periodo sabaudo. In età più vicina alla guerra, questo radicamento passava talvolta attraverso il servizio nello Stato e nell’Arma, come mostra bene il caso di Antonio Lepori, carabiniere-partigiano di Aggius, il cui sacrificio sarà ricordato domenica 26 aprile prossima, in via per Donato – Mongrando all’altezza della cascina Boscarina, dove è collocata la lapide in sua memoria.
Tra i Sardi “biellesi” che combatterono nella Resistenza, tre figure emergono con particolare forza: Salvatore Solinas, nome di battaglia “Cuffia”, originario di Orani e nato a Ivrea, cadde a Tavigliano il 27 gennaio 1944 ed è ricordato come il primo martire combattente della Valle Cervo. Il già citato Antonio Lepori, “Sergio”, carabiniere di Aggius, residente a Torino e inquadrato nelle formazioni partigiane, morì a Mongrando il 3 gennaio 1945. Gerardo Salis, “Palmiro”, nato ad Asigliano Vercellese da famiglia sarda, fu invece tra le vittime dell’eccidio di Salussola del marzo 1945, una delle pagine più tragiche della guerra di Liberazione nel territorio biellese.
Ricordare Solinas, Lepori e Salis significa riconoscere che la Liberazione biellese fu davvero una storia collettiva, costruita con il contributo di uomini arrivati da lontano, spesso capaci di sentire questa terra come propria nel momento decisivo. In questo senso, la memoria dei Sardi nella Resistenza biellese appartiene al Biellese, alla Sardegna e alla storia della Repubblica italiana, nata anche dal loro sacrificio.