ECONOMIA - 23 aprile 2026, 12:20

Previdenza, in Piemonte più maturità economica e maggiore attivismo previdenziale rispetto alla media nazionale

Secondo la ricerca di Sella SGR, la regione si distingue per una maggiore solidità economica, una storia contributiva più lunga e un approccio più pragmatico al tema pensionistico.

Previdenza, in Piemonte più maturità economica e maggiore attivismo previdenziale rispetto alla media nazionale

Il tema della pensione continua a preoccupare gli italiani, ma nel Nord Ovest - in particolare Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle D’Aosta - si riscontra un approccio più pragmatico e concreto rispetto alla media nazionale. È quanto emerge dalla ricerca sulla Previdenza Sostenibile di Sella SGR, società di gestione del risparmio del gruppo Sella, realizzata in collaborazione con Research Dogma su un campione di 2.000 persone tra i 25 e i 65 anni per promuovere una cultura della pianificazione finanziaria di lungo periodo.

 Preoccupazione alta, ma maggiore maturità contributiva

Oltre l’80% dei cittadini del Nord Ovest si dichiara preoccupato per il proprio futuro previdenziale, in linea con il dato nazionale (83%). Tuttavia, la quota di chi ha una storia contributiva lunga è più elevata: oltre il 50% degli intervistati ha alle spalle almeno 20 anni di versamenti, contro il 41% della media italiana. Questa maggiore anzianità contributiva rende il tema pensionistico meno astratto e favorisce un approccio più consapevole e orientato alla pianificazione.

Ottimismo e progettualità

Nel Nord Ovest si osserva un livello di ottimismo leggermente superiore alla media nazionale: il 65% degli intervistati afferma di essere molto o abbastanza fiducioso nel raggiungere i propri progetti di vita, contro il 61% in Italia. Questo atteggiamento positivo verso il futuro favorisce una maggiore propensione all’azione: chi si sente sicuro delle proprie possibilità è più incline a pianificare e a adottare concrete per il proprio percorso previdenziale.

Più autonomia economica e scelte previdenziali concrete

Nel Nord Ovest, una maggiore autonomia economica si accompagna a una più forte consapevolezza e attivismo previdenziale. Il 71% degli intervistati si definisce economicamente indipendente (66% Italia), mentre solo il 9% dichiara di dipendere molto dalla famiglia (contro l’11% nazionale), una condizione che favorisce una pianificazione di lungo periodo più responsabile e concreta. In questo contesto, cresce anche la conoscenza delle forme di previdenza integrativa: il 32% degli intervistati dichiara di conoscerle bene o abbastanza bene (28% Italia) e l’84% è interessato a queste soluzioni (81% nazionale). Il dialogo sul tema è più diffuso rispetto alla media italiana: il 39% ha parlato di previdenza con qualcuno, soprattutto con banche o consulenti finanziari (35% Italia), mentre il 29% ha già aderito a forme di previdenza integrativa, rispetto al 25% della media nazionale.

 Il ruolo della consulenza

Il Nord Ovest si caratterizza anche per un livello di dialogo sulla previdenza integrativa superiore alla media italiana. A fronte di un 65% degli italiani che si dichiara di non aver mai affrontato con nessuno di questi temi, nel Nord Ovest la quota scende al 61%. Anche la percentuale di chi ha ricevuto informazioni attraverso canali istituzionali risulta più elevata, soprattutto grazie al ruolo della banca e della consulenza finanziaria.

La banca, infatti, emerge con maggiore forza rispetto al dato nazionale come principale interlocutore preferito per approfondire il tema della previdenza. In Lombardia, si registra un’aspettativa più elevata verso il ruolo dell’azienda, chiamata a una maggiore proattività sui temi previdenziali rispetto alla media italiana.

Nonostante questi segnali positivi, anche nel Nord Ovest permane un ampio margine per lo sviluppo di una consulenza più strutturata e continuativa.

 Piemonte: solidità contributiva e pragmatismo previdenziale

Tra le regioni del Nord Ovest, il Piemonte si distingue per il suo buon livello di autonomia economica, condizione fondamentale per una pianificazione previdenziale strutturata. Il 70% dei piemontesi si dichiara economicamente indipendente, una percentuale superiore rispetto al dato nazionale del 66%. Questo risultato riflette un tessuto sociale relativamente stabile e con una minore esposizione a condizioni di fragilità economica rispetto alla media italiana. Tale autonomia consente ai cittadini di affrontare con maggiore consapevolezza e capacità decisionale le scelte legate al proprio futuro pensionistico.

Il Piemonte emerge in modo ancora più evidente quando si osserva la storia lavorativa e contributiva. Il 53% delle persone presenta almeno vent’anni di versamenti previdenziali, contro il 41% registrato a livello nazionale. Anche la media complessiva degli anni di contribuzione è significativamente più alta: 19,8 anni rispetto ai 16,5 dell’Italia nel suo complesso. Questo dato colloca il territorio tra quelli con maggiore continuità lavorativa e una più elevata prossimità alle soglie di sicurezza previdenziale.

La percentuale di cittadini piemontesi che manifesta preoccupazione per la pensione è pari all’83%, sostanzialmente in linea con quanto rilevato a livello nazionale. Tuttavia, in Piemonte si osserva una maggiore propensione ad adottare misure concrete per integrare o rafforzare la posizione previdenziale: il 41% ha già attivato soluzioni in tal senso, dato leggermente superiore alla media italiana. Oltre alle tradizionali soluzioni previdenziali, si riscontra una tendenza più marcata verso l’utilizzo di strumenti finanziari finalizzati al futuro previdenziale: il 22% dichiara, infatti, di utilizzare investimenti o forme di accumulo di risparmio con finalità previdenziale, un dato superiore alla media italiana.

Per quanto riguarda l’atteggiamento verso il futuro, il 59% dei piemontesi si definisce molto o abbastanza ottimista sulla possibilità di realizzare i propri progetti di vita, un dato leggermente inferiore al 61% nazionale. È un ottimismo misurato, coerente con un profilo culturale più razionale e prudente. Non emergono punte di entusiasmo particolarmente accentuate, bensì una fiducia contenuta e realistica.

Nel complesso, il Piemonte si configura come una delle aree più solide sul piano previdenziale. La maggiore anzianità contributiva, il più elevato livello di integrazione e la minore quota di totale inattività delineano un territorio ben strutturato e consapevole delle proprie dinamiche. Non si tratta di una regione caratterizzata da slanci particolarmente dinamici, pur avendo al suo interno diverse eccellenze di modernità, ma da un pragmatismo coerente con la sua tradizione economica e produttiva.

Un territorio pronto ad agire

“Il Nord Ovest risulta essere una delle aree più mature sul fronte della previdenza – afferma Giuseppe Crespi, Responsabile Previdenza di Sella SGR –. La sfida è trasformare questa sensibilità in una partecipazione sempre più attiva, continuando a rafforzare la consapevolezza dei cittadini e favorendo l’accesso a strumenti di pianificazione previdenziale capaci di offrire stabilità e serenità nel lungo periodo.

In questo contesto, il nostro ruolo è mettere a disposizione soluzioni chiare e sostenibili, affiancate da una consulenza dedicata, per supportare le persone nelle scelte previdenziali senza rinviare a domani decisioni che richiedono oggi attenzione e consapevolezza”.

Il campione

La ricerca ha coinvolto 2.000 italiani tra i 25 e i 65 anni, equamente distribuiti per genere, area geografica e condizione lavorativa. L’età media è di 47 anni, il 54% ha un livello d’istruzione medio, metà lavora come dipendente, il 12% è autonomo e circa un quarto non è attualmente occupato. Il reddito medio mensile individuale è di circa 2.000 euro, con un risparmio annuo medio di 3.700 euro. Il 65% è economicamente autosufficiente, il 35% dipende in qualche misura da familiari, fra questi circa 1 su 3 dipende completamente dal sostegno familiare. Il campione include anche una quota di popolazione d’origine straniera (7%), a conferma di un approccio inclusivo e rappresentativo della società italiana.

c. s. Gruppo Sella g. c.