ATTUALITÀ - 17 aprile 2026, 06:50

Biellese, desertificazione dei servizi: da Brusnengo l'incentivo al rilancio

Biellese, desertificazione dei servizi: da Brusnengo l'incentivo al rilancio

Contrastare la desertificazione commerciale, preservare i servizi di prossimità e provare a ricostruire quel senso di comunità che, negli anni, si è progressivamente affievolito. Da questi elementi parte la riflessione del sindaco di Brusnengo, Fabrizio Bertolino, che guarda al futuro del paese con l’idea di mettere in campo una serie di strategie per rilanciare il tessuto commerciale locale e rafforzare il ruolo del comune.

Il tema, del resto, non riguarda soltanto Brusnengo. Sempre più piccoli centri del Biellese si confrontano con problemi simili: calo dei servizi, chiusura di attività storiche, difficoltà nel mantenere presìdi essenziali, alimentari compresi. Una situazione che, secondo il primo cittadino, impone una riflessione economica e sociale che coinvolge numerosi comuni del territorio... spesso a livello nazionale.

“Oggi si sceglie il supermercato perché consente di trovare tutto nello stesso posto e in poco tempo. È una comodità evidente, ma questo ha finito per mettere in difficoltà il commercio di vicinato. A incidere sulla scelta dei consumatori è anche il fattore economico: la grande distribuzione riesce spesso a proporre prezzi più competitivi, rendendo difficile per i piccoli esercizi sostenere il confronto sul piano dei costi. Un elemento che, nel tempo, ha contribuito ad accentuare lo squilibrio tra supermercati e negozi di prossimità. E insieme ai negozi, si è persa anche una parte importante della socialità”.

Il tema, intanto, ha aperto anche un confronto con amministrazioni lontane geograficamente, ma alle prese con difficoltà molto simili. Da qui il contatto con un comune della provincia di Salerno, da cui è partita una riflessione sul futuro dei piccoli centri e sulla necessità di mantenere servizi e presìdi commerciali. Nonostante la distanza, emerge un quadro comune che riguarda molti territori italiani. L’idea, sottolinea il sindaco, è quella di avviare un dialogo tra realtà diverse, con l’obiettivo di confrontarsi e individuare possibili strategie: “Confrontandoci con altre amministrazioni ci siamo resi conto che le difficoltà sono spesso le stesse, anche a centinaia di chilometri di distanza. Per questo può essere utile scambiarsi esperienze e buone pratiche. L’obiettivo è anche quello di fare squadra: i piccoli comuni, pur nelle loro differenze, possono provare a fare fronte comune su un tema che riguarda gran parte del Paese, come quello del mantenimento dei servizi e delle attività nei centri più piccoli”.

Al momento non esiste ancora un progetto strutturato o formalizzato, ma fino ad ora sono stati contattati diversi supermercati in Italia, con l’intento di sensibilizzare sulle esigenze dei piccoli comuni. Nella comunicazione si legge: “[…] un invito alla grande distribuzione organizzata: guardare ai piccoli comuni non solo in termini di mercato, ma come presidi sociali e territoriali, luoghi in cui la presenza commerciale può rappresentare molto più di un’iniziativa economica, diventando un segnale concreto di attenzione, innovazione e responsabilità verso il Paese reale […]”

La prospettiva, in attesa di un riscontro, resta quella di mandare avanti un messaggio condiviso e di far emergere le esigenze delle località che rischiano la desertificazione dei servizi. 

Un tempo la spesa in paese era parte della vita quotidiana, occasione di incontro e di scambio. Oggi quel modello si è quasi dissolto, e da qui nasce l’idea di provare a invertire la rotta. Brusnengo, in questo quadro, ha ancora alcuni elementi su cui poter contare: servizi presenti, spazi disponibili e una collocazione che può renderlo un punto di riferimento per l’area compresa tra Biellese e Vercellese, oltre che per i paesi più piccoli del circondario.

Fra i punti da cui ripartire c’è il mercato, che il sindaco considera una realtà ancora viva: “Quello di Brusnengo resta uno dei mercati più significativi della zona e proprio per questo va sostenuto. Bisogna lavorare per renderlo più forte e più attrattivo”.

Tra le ipotesi emerse c’è la possibilità di facilitare l’arrivo al mercato da parte degli anziani residenti nei comuni limitrofi, anche attraverso una navetta. Sul tavolo c’è anche l’idea di promuovere una serie di offerte fra i commercianti e diffondere materiale pubblicitario e informativo a riguardo. 

Accanto al mercato, la prospettiva si allarga alle attività presenti e ai locali oggi inutilizzati: “Non mancano spazi che potrebbero tornare a ospitare nuove iniziative commerciali. Brusnengo ha ancora un movimento di persone, ha servizi, ha una sua centralità. In questo quadro si inserisce anche la situazione di alcune attività locali: il circolo Arci e la ferramenta sono attualmente alla ricerca di nuovi gestori, personale, mentre in paese non mancano locali che potrebbero tornare a ospitare nuove iniziative commerciali. Un segnale che, accanto alle difficoltà, evidenzia anche margini concreti di rilancio, a patto di intercettare interesse e creare le condizioni favorevoli per chi decide di investire sul territorio".

Fra le possibilità considerate vi sono eventuali forme di sostegno comunali, per chi volesse investire sul territorio e la possibilità di intercettare dei fondi utili all’avviamento delle attività sul territorio.

G. Ch.