Il crescente ricorso alle esternalizzazioni nel sistema sanitario biellese e il peggioramento dei conti dell’ASL BI oggi martedì 14 aprile sono finiti al centro del dibattito in Consiglio regionale, con un’interrogazione a risposta immediata presentata dalla consigliera del PD Emanuela Verzella. Nel documento si fa riferimento a un bilancio preventivo 2026 dell’azienda sanitaria che prevede un disavanzo superiore ai 35 milioni di euro, in netto aumento rispetto ai circa 14,6 milioni stimati per il 2024. Già nel quarto trimestre 2025 il passivo si attestava a 21 milioni, mentre i costi della produzione hanno superato i 405 milioni di euro. A pesare, secondo l’interrogazione, è soprattutto la crescita della spesa per servizi sanitari acquistati all’esterno, che ha raggiunto oltre 148 milioni di euro, segnando un aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente. Una dinamica definita dalla consigliera “non episodica ma strutturale”, legata in larga parte alla carenza di personale. "Questa dinamica - si legge nell'interrogazione -, segnala una progressiva perdita di capacità produttiva dell’ASL Biellese, consolidando un modello in cui il pubblico acquista dai privati all’esterno a costi maggiori mentre i bilanci registrano disavanzi rilevanti". Da qui la richiesta alla Giunta regionale di azioni concrete, con tempi certi e obiettivi misurabili, per invertire la tendenza.
Nella risposta in aula questo pomeriggio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha ridimensionato alcune delle criticità evidenziate. Per l'assessore parte dell’incremento della spesa sarebbe legata a fattori tecnici, tra cui la valorizzazione della mobilità sanitaria, i cui effetti positivi non risultano ancora pienamente contabilizzati nel bilancio di previsione 2026. Sul fronte del personale, è stato evidenziato un saldo positivo nel 2025: 205 nuove assunzioni a fronte di 152 dimissioni, con un incremento netto di 53 unità. Il dato resta positivo anche per le figure sanitarie principali, con un aumento di medici e infermieri. Per quanto riguarda il fenomeno delle esternalizzazioni, e in particolare l’utilizzo dei cosiddetti “gettonisti”, l’assessore ha ricordato come il picco sia stato raggiunto nel 2025, con una spesa di circa 3 milioni di euro, raddoppiata rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, le azioni avviate avrebbero già prodotto effetti concreti. Nel corso del 2025, infatti, diversi reparti – tra cui Pediatria, Anestesia e Rianimazione, Medicina Interna e Geriatria – sono tornati a una gestione autonoma, riducendo il ricorso a personale esterno. Le criticità residue riguardano attualmente Pronto soccorso, Casa circondariale e Radiologia. Per il 2026, la previsione di spesa per i gettonisti è stimata in circa 1,6 milioni di euro, un valore in linea con quelli registrati nel 2023 e 2024, segnale, secondo l'assessore, di un’inversione di tendenza già in atto.
"Non c’è una sola indicazione concreta: nessun tempo, nessun obiettivo, nessun impegno misurabile. Si evita perfino di entrare nel merito del parere negativo del Collegio sindacale, che resta lì, senza risposta", risponde la consigliera Verzella all'assessore Riboldi. "Ancora più grave è il tentativo di ridurre tutto al tema dei gettonisti: ma qui non parliamo solo di turni scoperti, parliamo di un sistema che compra sempre più servizi all’esterno perché ha perso capacità interna".