COSTUME E SOCIETÀ - 06 aprile 2026, 10:30

“Augurios”, versi di rinascita di Nicola Loi tra Biella e la Sardegna nel mondo

Un ponte poetico tra tradizione sarda e attualità internazionale.

Nell’immagine, Sardi a Biella nella Pasqua 2026

In occasione della Pasqua 2026, al Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe giungono, come un soffio lieve ma denso di significato, gli auguri poetici di Nicola Loi di Ortueri, raccolti nel componimento “Augurios”. Versi che si fanno invocazione e visione, intrecciando la profondità della tradizione con le inquietudini del presente.

La Pasqua, annuncio per eccellenza di rinascita e speranza, trova nella parola poetica una delle sue espressioni più autentiche: risveglio della natura e insieme dell’interiorità. Nelle tre strofe di “Augurios”, la voce lirica si leva con intensità, affidando alla lingua sarda un auspicio universale: “Siat sa bruvur’alluta, mudada in chijina, pro fagher fiorire su giardinu” — sia la polvere da sparo dissolta e ridotta in cenere, perché il mondo possa rifiorire come un giardino dopo il gelo.

Immagine densa, che richiama la necessità di convertire la violenza in vita, la distruzione in nuova fecondità. Un motivo che attraversa anche il messaggio del Pontefice e che riecheggia nelle parole del vescovo di Biella Roberto Farinella, durante la Via Crucis del Venerdì Santo, quando ha ricordato come, per la prima volta dopo secoli, l’accesso ai luoghi santi sia stato impedito. Un segnale dei tempi che rafforza l’invocazione alla fratellanza, alla libertà di culto e alla cessazione dei conflitti.

Mentre la liturgia invita alla fiducia, il pensiero si rivolge con apprensione ai “Dimonios”, i giovani della Brigata “Sassari” impegnati nel Settore Ovest, lungo la delicata linea di confine della Blue Line. Qui, il paesaggio sonoro, scandito dal crepitio delle armi, evoca bagliori inquietanti che contrastano con l’auspicio del poeta: “paghe in custa Pasca beranile”, pace in questa Pasqua di primavera. E ancora: “No pius bombas: mandigos cun binu… Chirchet s’umanidade, trabagliu cun salud’e libertade” — non più ordigni, ma pane e vino; non più guerra, ma un’umanità capace di cercare lavoro, salute e libertà.

Come ricorda il presidente di Su Nuraghe, Battista Saiu, il componimento — nella traduzione di Antonio Ledda e nella rielaborazione di Roberto Perinu — confluirà nell’antologia del laboratorio linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. Un progetto didattico volto a custodire e trasmettere la lingua materna nella sua forma contemporanea, rafforzandone il valore quale strumento di identità e relazione.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso transoceanico, che collega idealmente Biella al Circolo Sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina), attraverso incontri sulla piattaforma Zoom. Un legame che attraversa mari e continenti, mantenendo vive comunità lontane nel segno della parola e della memoria.

In questo spazio che unisce radici e orizzonti, la lingua sarda continua a risuonare come una fiamma antica e sempre attuale, capace di illuminare il cammino dei Sardi nel mondo. Una luce che, anche nella Pasqua 2026, si traduce nel messaggio universale di “Augurios”: trasformare la cenere in germoglio, la distanza in prossimità, il dolore in rinnovata speranza.

Augurios

S'intendant in s'aèra,

Bentos de amistade,

De armonia e de acunortu.

Acuilet bona-ispera,

Intro s'umanidade,

Custu nos diat su Cristos resortu.

Siat custa Pasca manna,

Sa columba in sa janna,

Ca su Segnore no est mai mortu.

Oe su fizu 'e Maria,

Nos mudet sa tristura in allegria.

E tue amigu meu,

Tue amiga galàna,

Comente turtureddas in abrile.

Su pasu e su recreu,

Che die soliàna,

Arrivent che istrin'a su jannile.

Sas rundines a bolu,

Pintent unu lentolu,

De paghe in custa Pasca beranile.

Siat intro su coro,

Pro totucantos sa die de oro.

Siat sa bruvur'alluta,

Mudada in chijina,

Pro fagher’ fiorire su giardinu.

Chi siat dogni ruta,

Che noa raighina,

Sa Pasca aderetet su caminu.

Laores e farinas,

Cun abbas cristallinas,

No pius bombas: mandigos cun binu.

Chirchet s'umanidade,

Trabagliu cun salud'e libertade.

Nigolau Loi, Pasca Manna 2026

Auguri

Si sentano nell'aria,

Venti di amicizia,

Di armonia e di conforto.

Trovi riparo buona speranza,

Dentro l'umanità,

Questo ci dia il Cristo risorto.

Sia questa Pasqua,

la colomba nella porta,

perché il Signore non è mai morto.

Oggi il figlio di Maria,

Trasforma la tristezza in allegria.

E tu amico mio,

Tu amica aggraziata,

Come tortorelle in aprile.

La pace e il sollievo,

Come giornata di sole,

Arrivino come strenna sulla soglia.

Le rondini in volo,

Dipingono un lenzuolo,

di pace in questa Pasqua primaverile.

Sia dentro al cuore,

Per tutti la giornata d'oro.

Sia la polvere da sparo incendiata,

Mutata in cenere,

Per far fiorire il giardino.

Che sia ogni caduta,

Come nuova radice,

La Pasqua raddrizzi il cammino.

Cereali e farine,

Con acque cristalline,

Non più bombe: cibi con vino.

Cerchi l'umanità,

Lavoro con salute e libertà.

Nicola Loi, Pasqua 2026

Simmaco Cabiddu (Su Nuraghe Biella)