Animalerie - 29 marzo 2026, 09:00

La Processionaria, pericolo per i cani e per l'uomo

La Processionaria, pericolo per i cani e per l'uomo

Un ospite sgradito torna a farsi notare tra parchi, giardini privati e aree boschive collinari: è la processionaria, insetto noto non solo per i danni alla vegetazione, ma anche per i rischi che comporta per la salute di persone e animali.

La specie più diffusa è la Thaumetopoea pityocampa, che colpisce principalmente pini e cedri ornamentali, mentre più raramente può interessare altre conifere. Esiste anche una variante che attacca le querce, la Thaumetopoea processionea.

Il problema principale è rappresentato dalle larve, piccoli bruchi dal dorso grigiastro ricoperto di peli urticanti. Questi possono provocare irritazioni cutanee, reazioni allergiche e disturbi anche seri. Particolarmente vulnerabili sono gli animali domestici: i cani, entrando in contatto con i bruchi, rischiano lesioni anche gravi a lingua e mucose.

Il ciclo vitale dell’insetto si sviluppa in quattro fasi – uovo, larva, crisalide e adulto – e segue un andamento stagionale ben preciso. In estate le farfalle depongono le uova sui rami; con la fine della stagione nascono le larve che iniziano a nutrirsi degli aghi, formando progressivamente i tipici nidi sericei, simili a bozzoli, ben visibili sulle chiome. Durante l’inverno questi nidi rappresentano un rifugio protetto dal freddo.

Con l’arrivo della primavera, tra marzo e aprile, le larve abbandonano i nidi e scendono lungo i tronchi in fila indiana – la “processione” da cui deriva il nome – per interrarsi e trasformarsi. È proprio questo il momento di maggiore pericolo per eventuali contatti. In estate emergeranno poi le nuove falene, pronte a dare avvio a un nuovo ciclo, spesso sugli stessi alberi di origine.

In presenza di infestazioni è fondamentale adottare alcune precauzioni: evitare il contatto diretto con larve e nidi, non sostare nelle aree colpite, proteggersi adeguatamente se necessario e non tentare rimozioni improvvisate. Anche attività apparentemente innocue, come tagliare l’erba sotto gli alberi infestati, possono risultare rischiose se non si adottano accorgimenti adeguati. In caso di contatto, è importante lavare subito pelle e indumenti ed evitare di sfregare le parti interessate.

La diffusione della processionaria è contrastata con diverse strategie: dal monitoraggio nelle aree pubbliche alla rimozione meccanica dei nidi in inverno, fino a sistemi di cattura lungo i tronchi e trattamenti biologici mirati, come quelli a base di Bacillus thuringiensis.

Non mancano nemici naturali, tra cui insetti predatori e uccelli come le cinciallegre, che attaccano i nidi, e le upupe, che si nutrono delle crisalidi nel terreno. Tuttavia, la loro azione da sola non è sufficiente a contenere il fenomeno.

Attenzione infine a non confondere la processionaria con specie simili ma innocue per l’uomo, come la Hyphantria cunea. Anche questa può danneggiare le piante, ma non possiede peli urticanti e non rappresenta un rischio sanitario, distinguendosi anche per l’aspetto più chiaro delle larve e per le piante che attacca, spesso alberi da frutto e latifoglie.

</section>

redazione c