CULTURA E SPETTACOLI - 23 marzo 2026, 07:40

Accademia Perosi, nuovo concerto a Biella: ecco pianoforte a quattro mani con Giuliano Cucco e Giuliano Bellorini

Accademia Perosi, nuovo concerto a Biella: ecco pianoforte a quattro mani con Giuliano Cucco e Giuliano Bellorini

Il termine tedesco Zweisamkeit — quella condizione particolare di essere in due, di occupare insieme uno spazio in modo esclusivo — descrive con precisione insolita la natura di questo repertorio. Da qui il titolo del concerto.
Giovedì 26 marzo 2026, alle 18.30, il Circolo Sociale di Biella ospiterà Zweisamromantik: un programma costruito attorno a tre opere che rappresentano altrettante declinazioni di questa idea. Al pianoforte, Giuliano Cucco e Giuliano Bellorini.

Il programma si apre con la Fantasia in fa minore D. 940 di Franz Schubert, composta nel 1828, pochi mesi prima della morte del suo autore. Scritta per la contessa Caroline Esterházy, è costruita su una prossimità che non diventa mai unione: le due parti si dividono la melodia in modo che nessun esecutore possieda mai l'intero discorso. La verità abita nello spazio tra le due voci. Il fugato centrale — tra i più toccanti della letteratura pianistica — non dimostra dottrina: cerca qualcosa. La ripresa finale del tema ha l'effetto di un riconoscimento: si riconosce ciò che era già perduto.

Seguono i Bilder aus Osten op. 66 di Robert Schumann (1848), sei pezzi ispirati alle Maqamen di al-Hariri nella traduzione di Rückert. L'orientalismo di Schumann non è pittoresco: non imita scale esotiche né cita melodie folcloriche presunte. Costruisce un universo sonoro proprio, filtrato attraverso una luce diversa. La scrittura a quattro mani produce stratificazioni timbriche insolite — ostinati quasi percussivi sotto melodie ondulanti — con un effetto orchestrale, ma di un'orchestra dai contorni indefiniti. Opere a lungo trascurate dalla critica, i Bilder usano il formato cameristico non per ridurre, ma per espandere.

Chiude il concerto il primo libro delle Danze ungheresi di Johannes Brahms (1869), probabilmente il lavoro a quattro mani più eseguito della storia. Una popolarità che ha finito per renderlo quasi invisibile. Eppure, a un ascolto attento, queste danze rivelano una complessità che non deve nulla ai lavori più "seri" dello stesso Brahms. I ritmi irregolari, le accelerazioni improvvise, i rubati integrati nella scrittura: tutto questo non è folklore germanizzato, ma memoria sedimentata fino a diventare seconda natura. La distribuzione tra quattro arti richiede una sincronia quasi fisica tra i due esecutori — un accordo dei corpi prima ancora che delle menti.

Gli interpreti
Giuliano Cucco, nato a Biella, si è diplomato nel 1978 al Conservatorio "G. Martini" di Bologna e ha proseguito la formazione all'École Normale "Alfred Cortot" di Parigi, all'Accademia "Lorenzo Perosi" di Biella con Aldo Ciccolini e alla Musikhochschule di Saarbrücken. Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, tra cui il primo premio assoluto al Concours National de Paris. Ha tenuto concerti in Italia e all'estero, suonando alla Salle Cortot e alla Salle Gaveau di Parigi. È docente presso il Conservatorio "Luca Marenzio" di Darfo Boario Terme e presidente dell'Associazione Musicale Il Flauto di Pan.

Giuliano Bellorini ha conseguito presso il Conservatorio di Milano i diplomi di Pianoforte, Composizione e Clavicembalo, perfezionandosi con Nikita Magaloff a Ginevra e con Kenneth Gilbert all'Accademia Chigiana di Siena, dove ha ottenuto il Diploma d'Onore. Laureato in Lettere con lode all'Università Cattolica di Milano, affianca all'attività concertistica la ricerca musicologica e letteraria. È fondatore e direttore dell'Ensemble Polifonico Vocale "Cordis gaudia" e docente presso il Conservatorio "L. Marenzio" di Brescia.

c. s. Accademia Perosi g. c.