Si segnala che, nella giornata di ieri, 18 marzo 2026, si è verificata l’ennesima grave aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Biella.
Un detenuto ristretto nel reparto isolamento si è reso protagonista di un violento episodio, aggredendo due agenti con calci, pugni e testate. Fortunatamente, le condizioni dei due operatori non risultano gravi: uno è stato medicato presso l’infermeria interna dell’istituto, mentre l’altro ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, con una prognosi di due giorni.
L’episodio si inserisce in un contesto estremamente preoccupante. Dall’inizio del mese di marzo si contano già sei aggressioni ai danni del personale, a dimostrazione di una situazione ormai fuori controllo. Alla base di tali episodi vi è, sempre più frequentemente, il rifiuto da parte dei detenuti di rispettare le regole dell’istituto, come il rientro nelle camere di pernottamento o altre disposizioni organizzative, spesso per motivi futili.
La situazione all’interno della Casa Circondariale di Biella appare dunque particolarmente critica e merita un intervento urgente da parte delle autorità competenti, al fine di garantire la sicurezza del personale e il rispetto delle regole all’interno dell’istituto.
Si rinnova la piena solidarietà agli agenti coinvolti e a tutto il personale della Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato in condizioni sempre più difficili.
Si chiede con forza un immediato intervento per ripristinare condizioni di sicurezza e legalità all’interno dell’istituto.
«Emerge una criticità strutturale che incide profondamente sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza del personale della Polizia Penitenziaria» – dichiara Alfredo Di Martino, Segretario generale UIL FP Polizia Penitenziaria Biella.
«Dal punto di vista umano e professionale, è evidente come operare in un contesto caratterizzato da aggressioni frequenti generi un forte stress psicofisico. L’idea di recarsi al lavoro sapendo di poter essere esposti a violenze, spesso improvvise e per motivi banali, mina non solo la serenità individuale ma anche la fiducia nelle condizioni minime di tutela che uno Stato dovrebbe garantire ai propri operatori».
«Il ripetersi di episodi simili suggerisce possibili carenze strutturali: organici insufficienti, gestione complessa dei detenuti più problematici, spazi non adeguati e strumenti limitati per prevenire o contenere situazioni di rischio. Quando le regole vengono sistematicamente disattese senza conseguenze efficaci, si crea un clima di impunità che rende ancora più difficile il lavoro degli agenti».
«Senza un adeguato riconoscimento istituzionale e sociale, il rischio è che il personale si senta abbandonato. Ambienti sovraffollati, carenza di attività trattamentali e tensioni interne contribuiscono ad alimentare comportamenti violenti. Intervenire solo sull’emergenza senza affrontare queste cause profonde rischia di essere inefficace»
«Questi episodi rappresentano la conferma di una situazione ormai fuori controllo e non più tollerabile» – aggiunge Antonio Napoli, Segretario generale regionale UIL FP Polizia Penitenziaria Piemonte.
«Non si può più parlare di eventi isolati: le aggressioni stanno diventando una quotidianità inaccettabile per il personale, costretto a operare in condizioni estremamente difficili e con organici insufficienti».
«È necessario un cambio di passo immediato da parte dell’Amministrazione e della politica. Servono interventi concreti e urgenti: potenziamento degli organici, strumenti adeguati per la tutela degli operatori e una revisione dei modelli organizzativi ormai non più sostenibili».
«Il personale di Polizia Penitenziaria continua a garantire il proprio servizio con grande senso del dovere, ma non può essere lasciato solo. La sicurezza di chi lavora nelle carceri deve diventare una priorità assoluta».