Fondazione Zegna prende parte alle Giornate FAI di Primavera con un nuovo capitolo del progetto fotografico Racconti di boschi, di fabbriche e di persone concepito dall’artista Francesco Jodice (Napoli, 1967) e ispirato all’identità storica, naturale e umana dell’Oasi Zegna. Da sabato 21 marzo a domenica 26 aprile Casa Zegna espone tre nuovi lavori nati durante i workshop guidati dall’artista con Sara Gentile e rivolti agli studenti del territorio.
Racconti di boschi, di fabbriche e di persone ha inaugurato come progetto espositivo a cura di Ilaria Bonacossa, tra maggio e novembre 2025, e ha trovato un ulteriore sviluppo con un nuovo progetto editoriale, che riunisce l’intero corpus di immagini realizzate da Francesco Jodice nell’ambito della committenza in occasione del suo venticinquesimo anniversario e si configura come un’indagine visiva e teorica sulla relazione tra paesaggio naturale, storia produttiva e forme della comunità.
Un lavoro che intreccia natura, fabbrica e presenza umana in un unico dispositivo narrativo, restituendo alla fotografia una funzione conoscitiva: quella di interrogare il paesaggio come archivio di stratificazioni culturali, economiche e simboliche. Francesco Jodice non ha solo scattato in diverse occasioni una serie di fotografie ma ha sviluppato un progetto nato dal dialogo con chi il territorio lo vive, in particolare con le giovani generazioni.
Le nuove opere e il workshop
Le tre opere inedite sono state concepite attraverso un workshop intitolato Che cosa vedi? condotto da Francesco Jodice insieme a Sara Gentile con gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Valdilana Pettinengo, plesso di Trivero. Gli incontri sono stati pensati come un esercizio di educazione allo sguardo e al linguaggio delle immagini, volto a interrogare i processi attraverso cui si costruisce l’immaginario e si formano le rappresentazioni del paesaggio; tuttavia ha offerto all’artista la possibilità di acquisire in prima persona una visione altra legata all’Oasi e alla sua storia.
Attraverso un lavoro di traduzione, reinvenzione e attraversamento delle fotografie del progetto, i partecipanti hanno elaborato una pratica di restituzione visiva che ha generato le nuove opere, configurate come dispositivi di dialogo tra visione adulta e immaginazione adolescenziale, tra memoria e possibilità future.
Un dialogo tra generazioni e territorio
Il progetto Racconti di boschi, di fabbriche e di persone si inscrive nell’ambito di una relazione di lunga durata tra Fondazione Zegna e il linguaggio della fotografia e si innesta su una storia già attraversata, in tempi diversi, dallo sguardo di due generazioni.
A distanza di quasi vent’anni dal lavoro che Mimmo Jodice dedicò all’Oasi Zegna e agli interni del Lanificio, Francesco Jodice torna sugli stessi luoghi con un approccio differente, costruendo una nuova narrazione che non si sovrappone alla precedente, ma la riapre e la interroga.
Non si tratta di una continuità formale, quanto di una continuità di attenzione: verso il paesaggio come costruzione storica, verso il lavoro come traccia visibile nella forma dei luoghi, verso la comunità dell’Oasi come soggetto con cui interagire e grazie a cui comprendere il territorio e le sue trasformazioni.
In questo passaggio di sguardo, il territorio si configura come archivio vivente, attraversato da memorie e trasformazioni, e la fotografia come strumento capace di registrare non solo ciò che appare, ma ciò che permane: una stratificazione di gesti, di tempi e di relazioni.
Il progetto assume così la forma di una narrazione aperta, in cui l’eredità non è data come modello da replicare, ma come campo da esplorare nuovamente, secondo una logica di ascolto e di restituzione.
Il progetto editoriale
La pubblicazione raccoglie il corpus di opere realizzate da Francesco Jodice nell’ambito della committenza per Fondazione Zegna e ne restituisce l’articolazione in una struttura che tiene insieme dimensione visiva e riflessione teorica.
I tre nuclei che attraversano il progetto – la fabbrica, la comunità e il paesaggio – non si presentano come categorie autonome, ma come elementi di un sistema relazionale, in cui le forme dell’attività produttiva, le configurazioni del territorio e le tracce dell’abitare umano concorrono a delineare l’identità di un luogo come costruzione storica e simbolica.
Il volume include testi critici e un dialogo tra l’artista e la curatrice, che approfondiscono tanto il metodo di lavoro quanto le questioni legate alla rappresentazione del paesaggio naturale e sociale nell’epoca della proliferazione delle immagini digitali, interrogando la funzione della fotografia come strumento di conoscenza e di restituzione pubblica del reale.
INFORMAZIONI DI VISITA
Apertura tutte le domeniche
Date: 21 marzo – 26 aprile 2026
Orari: 14.30 – 18.30
Ingresso: intero €7 | ridotto €5
Aperture straordinarie: 21 marzo e 25 aprile 2026
Casa Zegna – Via Marconi, 23 – Trivero Valdilana (Biella)
tel. +39 015.7591463
www.casazegna.org
CONTATTI STAMPA
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | T. +39 340 9182004
FRANCESCO JODICE
Francesco Jodice (Napoli 1967) vive e lavora a Milano. Nel 1995, dopo la laurea in architettura, si dedica alle prime ricerche artistiche utilizzando i media della fotografia e del video. Nel 1999 partecipa alla costituzione del collettivo Multiplicity. Tra il 1996 e il 2004, il rapporto tra i grandi paesaggi urbani e le comunità è al centro della sua ricerca, come testimoniano i progetti What We Want, The Secret Traces e The Morocco Affair. In seguito, l’attenzione di Jodice si rivolge alle diverse culture antropologiche in relazione ai nuovi fenomeni di megapolitismo. A questo periodo appartengono Hikikomori, Ritratti di classe e la trilogia di film Citytellers. Dal 2008 la geopolitica è al centro delle ricerche dell’artista. L’analisi della crisi del sistema Occidente porta alla realizzazione di film, installazioni e progetti fotografici quali Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e il più recente West. Jodice intende la pratica dell’arte come una poetica civile, i suoi processi artistici promuovono forme e modelli di partecipazione del pubblico. Esempi di questa attività sono presenti nei progetti La notte del drive-in. Milano spara, Babel e Scenario. Insegna al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali e al Master in Photography and Visual Design presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Ha partecipato a esposizioni collettive quali documenta Kassel, la Biennale di Venezia, la Biennale di São Paulo, la Triennale dell’ICP di New York, la biennale di Liverpool, e la Biennale di Yinchuan. Ha esposto al Castello di Rivoli (Rivoli, Torino), alla Tate Modern (Londra) e al Prado (Madrid). Tra i suoi progetti principali l’atlante fotografico What We Want, un osservatorio sulle modificazioni del paesaggio in quanto proiezione dei desideri collettivi, l’archivio di pedinamenti urbani The Secret Traces e la trilogia di film sulle nuove forme di urbanesimo: Citytellers. I suoi lavori più recenti – Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e West – esplorano i possibili scenari futuri dell’Occidente. Nel 2022, con il supporto dell’Italian Council, conclude il progetto West, una ricerca decennale sull’immaginario che la storia americana ha generato e diffuso in tutto il mondo e sulle ragioni del collasso di questo impero attraverso l’investigazione della sua simbologia. Le sue opere sono parte di numerose collezioni pubbliche italiane ed internazionali.
FONDAZIONE ERMENEGILDO ZEGNA | PROMUOVERE UN FUTURO MIGLIORE
Fondazione Ermenegildo Zegna ha la missione di collaborare nel creare un futuro migliore per le prossime generazioni. Ispirandosi all’etica di restituzione alla propria comunità che guidò il fondatore fin dal 1910, la terza generazione della famiglia nel 2000 ha creato la fondazione per dare continuità all’eredità filantropica ricevuta. Seguendo la visione del fondatore e la strada da lui tracciata, qualità e dedizione vivono in armonia con la protezione dell'ambiente naturale, il benessere sociale e lo sviluppo culturale.
CASA ZEGNA | DIVULGARE VALORI
Parte di Fondazione Ermenegildo Zegna fin dal 2007, Casa Zegna valorizza e promuove il patrimonio e i valori del Gruppo Ermenegildo Zegna, la cui radici affondano nella visione del suo fondatore. Lo spazio multi-funzionale di Casa Zegna comprende vasti archivi tessili e spazi espositivi dedicati alla conservazione e alla divulgazione di oltre 110 anni di storia di stile e imprenditoria responsabile. Casa Zegna rappresenta le radici di Zegna, un luogo in cui i visitatori possono ripercorrere la strada tracciata dal fondatore verso il futuro.
OASI ZEGNA
In linea con i principi di sostenibilità che animano il Gruppo Ermenegildo Zegna, l’Oasi Zegna rappresenta la conseguenza dell’approccio responsabile del suo fondatore. Affascinato dalla bellezza della natura e guidato da un profondo desiderio di giving back nei confronti della comunità e del territorio di origine, negli anni '30 l’imprenditore Ermenegildo Zegna realizzò un ampio progetto di valorizzazione del paesaggio attorno al Lanificio, fondato nel 1910, seguendo la strada che lui stesso aveva tracciato. Ermenegildo ha dato vita a un ecosistema ben prima che il termine fosse coniato. Ma la sua visione andava oltre. Ponendo il Lanificio al centro di una comunità molto più vasta, ha creato la strada 232 e successivamente l’Oasi Zegna, grazie ad un attento lavoro di riforestazione, per creare un'interdipendenza positiva e sostenibile.
Nata nel 1993, l’Oasi Zegna è un progetto orientato alla valorizzazione, non solo del paesaggio, ma anche della vita in tutte le sue forme. L’Oasi Zegna è un territorio ad accesso libero che si estende su 100 km2 e si sviluppa su 1.420 ettari di boschi e in 170 ettari di pascoli, rappresentando il luogo perfetto per entrare in contatto con la natura nel pieno rispetto degli ecosistemi locali. Nel 2014 l’Oasi Zegna ha ottenuto il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano. Dal 2022 Oasi Zegna è certificata internazionalmente dai rigorosi standard FSC® per la gestione forestale e la conservazione dei servizi ecosistemici a favore della comunità.