Tra pochi giorni gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum relativo alla riforma della giustizia. Un passaggio importante che riguarda modifiche all’ordinamento giudiziario e che, come sempre accade in queste occasioni, riporta al centro un tema ormai ricorrente: la partecipazione al voto.
Negli ultimi anni l’affluenza alle urne è progressivamente diminuita. Anche nelle consultazioni referendarie la partecipazione non è sempre stata elevata, segno di un crescente distacco tra cittadini e politica. Una tendenza che non riguarda solo le grandi città, ma che coinvolge anche territori provinciali, proprio come il Biellese.
Mentre il dibattito pubblico si divide tra sostenitori del sì e del no, nella vita quotidiana sembra prendere forma una sorta di curioso “campionato delle scuse”. C’è chi dice di avere già programmato una gita in montagna o una giornata al mare, chi afferma di aver smarrito la tessera elettorale, chi sostiene di avere impegni familiari inderogabili o semplicemente troppe cose da fare in casa. Qualcuno è nato senza il pollice opponibile e non è in grado di impugnare la penna, qualcun altro racconta che in famiglia è stato imposto il divieto di recarsi alle urne...
Il voto, in fondo, non è un gesto complicato: pochi minuti, una cabina elettorale e una croce su una scheda. Eppure, ogni tornata elettorale sembra trasformarlo in un’impresa quasi impossibile, sommersa da impegni improvvisi, programmi dell’ultimo minuto e giustificazioni creative. Resta da capire se anche questa volta, tra chi è convinto del sì e chi sostiene il no, i biellesi sceglieranno di ritagliarsi il tempo per passare dal seggio.
E voi andrete a votare?