ATTUALITÀ - 13 marzo 2026, 06:50

Biellese, medici di famiglia sempre più rari: sanità in difficoltà nei piccoli comuni

Biellese, medici di famiglia sempre più rari: sanità in difficoltà nei piccoli comuni

La carenza di medici di famiglia e le difficoltà nell’accesso ad alcuni servizi sanitari rappresentano un problema sempre più evidente anche nel Biellese, in particolare nei piccoli comuni. Una situazione che si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero Piemonte e, più in generale, il sistema sanitario nazionale.

In Piemonte mancano oltre 400 medici di medicina generale, mentre nel Biellese le carenze sarebbero 36. Numeri che aiutano a comprendere le difficoltà crescenti nel garantire una presenza capillare dei servizi sanitari sul territorio, soprattutto nelle aree caratterizzate da piccoli centri e da una conformazione geografica che rende più complessa l’organizzazione dell’assistenza. "Avere 1500 assistiti è già una cifra pesantissima per garantire un servizio veramente vicino al paziente", viene sottolineato, evidenziando come il carico di lavoro dei medici rimasti in servizio sia spesso molto elevato.

Il tema è emerso anche nell’ultimo Consiglio comunale di Pettinengo, dove si è discusso proprio delle difficoltà legate alla medicina territoriale. A fare il punto della situazione è stato il vicesindaco e assessore alla sanità Giovanni Grossi, intervenuto per rispondere alle interrogazioni presentate dalla minoranza e per illustrare lo stato dei servizi sanitari nel territorio comunale. Tra le criticità principali segnalate figura la mancanza da diversi mesi di due medici di famiglia, con la possibilità che a breve possa venire meno anche un terzo professionista. Una situazione che ha lasciato numerosi cittadini senza il proprio medico di riferimento e che riflette una difficoltà ormai diffusa in molte aree del Piemonte. Quando i due medici sono usciti dal sistema, l’Unità di Continuità Assistenziale Territoriale (UCAT) dell’ASL BI ha convocato una riunione con i sindaci e gli assessori dei comuni coinvolti per illustrare la situazione e individuare una soluzione temporanea. L’unità ha quindi garantito la presenza di un medico attraverso turnazioni dei propri professionisti, compatibilmente con le numerose attività di cui l’UCAT si occupa sul territorio.

L'amministrazione di Pettinengo, in accordo con il sindaco Giovanni Blumetti, ha messo immediatamente a disposizione l’ambulatorio comunale dove operava uno dei medici uscenti, senza alcun onere per l’ASL. Dopo le verifiche tecniche sulla struttura, il servizio è stato avviato rapidamente.

"Cosa possiamo dire all’UCAT se non un grande grazie", con un apprezzamento per la rapidità con cui è stato possibile attivare la soluzione temporanea. "Abbiamo messo a disposizione subito l’ambulatorio comunale e il servizio è partito in tempi brevi".

Resta però una risposta provvisoria, legata alla difficoltà di reperire nuovi medici di medicina generale, una specializzazione che negli ultimi anni risulta sempre meno scelta dai giovani professionisti. Anche per questo motivo, la situazione richiede un monitoraggio costante e soluzioni che possano essere individuate di volta in volta.

Nel dibattito consiliare è emersa anche un’altra criticità segnalata dai cittadini: la prenotazione dei prelievi del sangue presso l’ambulatorio comunale. Da diversi mesi, infatti, il servizio non può più essere prenotato attraverso la farmacia locale, ma esclusivamente tramite il CUP. Una modalità che rende l’accesso meno immediato rispetto al passato, soprattutto per le persone anziane o per chi lavora e ha difficoltà a spostarsi. L’amministrazione comunale ha spiegato di aver chiesto chiarimenti al distretto sanitario e di continuare a seguire la situazione, consapevole che il problema non riguarda soltanto il singolo Comune ma si inserisce in un quadro più generale di riorganizzazione dei servizi.

Il tema sanitario, inoltre, si intreccia spesso con quello sociale. Molte situazioni di fragilità personale o familiare richiedono infatti interventi che coinvolgono, oltre al medico di base, anche i servizi sociali territoriali. In questo senso è stato ricordato il lavoro svolto da realtà come CISSABO e IRIS, insieme alle numerose associazioni di volontariato presenti nel Biellese, che contribuiscono a sostenere le persone in difficoltà. Un sistema di collaborazione che, pur tra molte criticità, continua a rappresentare un punto di riferimento per il territorio, soprattutto nei piccoli comuni dove la vicinanza tra istituzioni, servizi e comunità rimane un elemento fondamentale per affrontare le sfide legate alla sanità e al welfare locale.

C.S. Comune di Pettinengo, G. Ch.