“Il mio sogno dopo MasterChef? Aprire un ristorante all'interno del Ricetto di Candelo. Un luogo a cui sono particolarmente legata fin da bambina. Quasi una seconda casa”. A parlare, con un filo di emozione, Carlotta Bertin, la biellese di 25 anni arrivata ad un passo dalla vittoria finale della 15° edizione di MasterChef Italia (lo show Sky Original, prodotto da Endemol Shine Italy, in esclusiva su Sky e in streaming su NOW), andata poi a Matteo “Teo” Canzi, al termine di una gara sorprendente, seguitissima e densa di colpi di scena.
Rimpianti per come è andata la finale?
Assolutamente no: ho presentato il mio menù e la mia idea di cucina davanti alla mia famiglia e a tre chef di grande fama. È stata comunque una vittoria.
Ha affrontato senza paura uno dei favoriti principali di questa edizione?
Sì, è così. Era l'avversario che volevo nell'ultima puntata. Sono contenta che abbia vinto: ha talento e una grande passione sebbene abbiamo due idee diverse di cucina.
Riguardando il suo percorso, qual è il bilancio di questa esperienza?
È stata pazzesco, un vero vortice di emozioni. Masterchef mi ha cambiato profondamente sotto molti aspetti: all'inizio avevo paura del fallimento, di non essere all'altezza tanto che nella prima fase del programma ho cucinato in sordina e un po' defilata. Poi qualcosa è cambiato dentro di me, ho preso consapevolezza e cominciato a credere all'idea di arrivare alla puntata finale. Ho trovato la mia strada: non mi sono mai arresa e, con determinazione e tenacia, ho iniziato a vincere le prove e a cucinare piatti di cui vado molto fiera.
Facciamo un passo indietro: com'è nata l'idea di partecipare a Masterchef Italia?
Era da tempo che ci pensavo ma non c'è mai stata l'occasione. Poi ho lasciato un'occupazione stabile e un contratto indeterminato per un'altra esperienza lavorativa che non è andata come pensavo. Alla fine, ho seguito il mio istinto e preso parte alla selezione del cooking show. Non avrei mai immaginato un percorso simile anche se un po' ci speravo.
Qual è stato il momento più complicato a Masterchef?
La prova del dolce: non ero molto praparata e non stavo bene fisicamente. Si vedeva che ero particolarmente agitata. Uno stato d'animo che si è poi riversato nel piatto presentato ai giudici. Chef Cannavacciuolo era molto deluso dalla mia prova tanto che mi ha domandato se ero un bluff. È stato terribile: era come se avessi deluso un padre o una persona a me molta cara. È stata la scintilla che mi ha fatto voltare pagina. Da quel momento, ho inserito il turbo: volevo dimostrare a tutti, soprattutto a me stessa, le mie capacità. Ho realizzato piatti elaborati, vinto prove e raggiunto la finalissima.
Come definirebbe i tre giudici di Masterchef?
Sono stati fondamentali nel mio percorso di crescita. Tutti e tre hanno condiviso importanti nozioni di vita e cucina. Chef Cannavacciuolo mi ha subito capita e, fin dall'inizio, si è creato un bel legame. Mi ha saputo spronare e tirar fuori alcuni lati del mio carattere. Chef Barbieri ha sempre condiviso una buona parola nei momenti giusti e ricorderò con piacere la sua simpatia. Chef Locatelli, invece, ha spesso dato consigli utili e, nei momenti di sconforto, è riuscito a incoraggiarmi spingendomi a pensare in maniera positiva.
Tanti i bei momenti e, con qualche concorrente, ha anche stretto un legame di amicizia?
Sì, è vero: si è creato un bel gruppo. Durante la gara c'è stato qualche confronto e discussione, è vero, ma dovuto esclusivamente alla gara stessa e all'obiettivocomune di andare avanti e magari arrivare alla vittoria. Con qualcuno ho legato molto di più e continuiamo a sentirci anche fuori dal programma. Penso a Irene, Nicolò, Dorella e Matteo Rinaldi.
Un bel sostegno l'ha avuto anche dal Biellese, suo luogo di nascita e formazione
Ho la fortuna di vivere in un bellissimo territorio, immerso nel verde a cui sono profondamente legata. Non è mai venuto meno il sostegno di familiari e amici, anche solo con un messaggio, un commento o un post sui social.
Cosa rappresenta per lei la cucina?
Sicuramente passione e cura per il prossimo. Per me cucinare è un atto d'amore, unita ad una buona dose di entusiasmo e sacrificio. Non ci sono molti aspetti della tradizione locale biellese nei miei piatti ma ho cercato di seguire una cucina che fosse più legata alla mia personalità.
Cosa le ha lasciato Masterchef?
Mi ha arricchito profondamente e, in alcuni aspetti, sono cambiata sensibilmente: ho capito quanto la frenesia e la foga mi abbiano portato qualche volta a commettere errori. Oggi, cerco di essere maggiormanente riflessiva e pacata.
Ora, spente le telecamere della televisione, quale futuro la attende?
È tutto da scoprire: ci sono tante proposte e occasioni da valutare attentamente ma mi piacerebbe molto lavorare nel mondo della cucina assieme al mio fidanzato Nicolò. Per farlo occorre tanta gavetta, studio e continua formazione. Aprire un piccolo locale nel Ricetto di Candelo sarebbe il sogno più ambizioso ma facciamo un passo per volta.