EVENTI - 08 marzo 2026, 17:00

Salussola ricorda l'Eccidio: comunità riunita nell’81° anniversario FOTO e VIDEO

Salussola ricorda l'Eccidio: comunità riunita nell’81° anniversario - Servizio di Massimo Giacobbe

Una cerimonia partecipata ha ricordato a Salussola l’ottantunesimo anniversario dell’Eccidio avvenuto tra l’8 e il 9 marzo 1945, uno degli episodi più tragici della Resistenza nel Biellese. Autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, amministratori di numerosi comuni del territorio, associazioni e cittadini si sono ritrovati nel luogo della fucilazione per rendere omaggio ai partigiani della 109ª Brigata della XII Divisione Garibaldi. In quei giorni ventuno giovani partigiani furono catturati e torturati dalle milizie fasciste del 115° battaglione “Montebello”; venti di loro vennero poi fucilati. 

Alla commemorazione hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente della Provincia di Biella, amministratori locali e il gonfalone della Regione Piemonte con la consigliera regionale Elena Rocchi. Presenti anche il vicario del prefetto, la dottoressa Lanini, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine – Questura, Guardia di Finanza e Carabinieri – e alle associazioni combattentistiche e partigiane, tra cui l’ANPI provinciale.

Tra i momenti più toccanti della giornata la presenza di Lea Gariazzo, di Ponderano, ex staffetta partigiana con il nome di battaglia “Katia”, che ha voluto essere presente alla commemorazione, testimoniando con la propria partecipazione il legame diretto tra la memoria della Resistenza e chi ne fu protagonista.

Durante la cerimonia è intervenuta la sindaca di Salussola Manuela Chioda, che ha ricordato il significato civile della ricorrenza: "Ci ritroviamo qui a 81 anni di distanza nello stesso luogo in cui la storia ha inciso una delle ferite più profonde per Salussola, ma anche per tutto il Biellese. L’8 e il 9 marzo qui furono catturati ventuno giovani partigiani, torturati e fucilati in una brutale rappresaglia. Erano ragazzi che avevano scelto di stare dalla parte della libertà, della dignità umana e della giustizia".

Il primo cittadino ha sottolineato come il ricordo rappresenti un impegno verso il presente e il futuro: "Ricordarli oggi non è un dovere della memoria e un atto di responsabilità. Quei volti e quei nomi parlano ancora a noi, soprattutto in un tempo in cui la pace si mostra fragile e i conflitti tornano a segnare il mondo".

Un pensiero particolare è stato rivolto anche alle giovani generazioni e alla necessità di custodire e trasmettere i valori nati dalla Resistenza: "La pace – ha concluso la sindaca – è l'assenza di guerra, ma anche giustizia, solidarietà e memoria viva. È una scelta quotidiana che riguarda tutti noi".

G. Ch.