“Stiamo tutti bene e tranquilli. Siamo a Gerusalemme dai Maroniti ma la città vecchia è deserta. Attendiamo fiduciosi buone novelle per poter rientrare in Italia”. A parlare don Eugenio Zampa, rettore del Santuario di Graglia, bloccato da sabato assieme ad altri preti piemontesi, dopo i bombardamenti di Stati Uniti e Israele sull'Iran e l'inizio del conflitto che si è allargato ad altri paesi del Medio Oriente.
Gerusalemme non è coinvolta dalla guerra ma si respira un clima di preoccupazione e apprensione per gli scenari futuri del fronte internazionale. Don Zampa si trovava in Terra Santa con un gruppo di sacerdoti delle diocesi di Torino, Susa, Acqui e Cuneo per un corso di aggiormento e preparazione per le guide in Terra Santa, proposto e organizzato dall'Opera Diocesana Pellegrinaggi di Torino.
Qui la comitiva aveva preso parte alla celebrazione della Santa Messa al Monte Tabor, vicino a Nazareth, oltre a incontrare il Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa.