COSTUME E SOCIETÀ - 02 marzo 2026, 06:50

Fisica sperimentale e missioni spaziali, la storia di Andrea Frassà: “Una passione nata per caso”

Il 26enne, ex allievo dell'ITIS Q. Sella di Biella, è ricercatore al Dipartimento di Fisica dell'Università di Torino e dottorando in fisica nucleare, con una collaborazione attiva con l’Agenzia Spaziale Italiana.

Fisica sperimentale e missioni spaziali, la storia di Andrea Frassà: “Una passione nata per caso”

C’è chi sogna di praticare la fisica fin da bambino. E chi, invece, ci arriva quasi per caso e poi non la abbandona più. È la storia di Andrea Frassà, 26 anni, ex allievo dell'ITIS Q. Sella di Biella, oggi ricercatore al Dipartimento di Fisica dell'Università di Torino e dottorando in fisica nucleare, con una collaborazione attiva con l’Agenzia Spaziale Italiana. 

Un percorso non perfettamente lineare, come confida lui stesso: “Diciamo che è stata una passione in divenire. All’inizio, il mio mondo era tutt'altro: volevo fare medicina e la fisica mi era del tutto estranea. Sono partito dalla fisica medica, poi qualcosa è cambiato dentro di me. Dopo un paio d’anni ho capito che il mio posto era altrove: precisamente nella fisica sperimentale. Un settore di confine, affascinante dove si utilizzano le nozioni di fisica nucleare per studiare gli oggetti e i fenomeni astrofisici. Ovviamente lo spettro è molto più ampio ma sono rimasto colpito da questo ambito di studio: da lì, la tesi magistrale e il dottorato sono stati una conseguenza naturale”. 

Oggi la sua attività è tutt’altro che teorica: progetta, infatti, sensori al silicio per future missioni spaziali e sviluppa algoritmi per la ricostruzione dei dati partendo da simulazioni numeriche. Le sue giornate? Un mix continuo di test alternati a momenti di raccolta e analisi di numeri, elaborazioni di codici, lavoro al pc e in laboratorio. “È un lavoro molto sperimentale – confida - Ogni giorno hai un’idea nuova, provi, sbagli, riparti. Servono costanza, determinazione e una buona dose di intuito. In questo momento mi sto occupando di sorgenti di altissima energia, come stelle e buchi neri. La sfida è unire tutte le informazioni possibili per scoprire qualcosa di nuovo”. 

Anche in questo settore, l'uso dell'intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale. “È uno strumento potentissimo – sottolinea Frassà - Permette di realizzare analisi velocissime e sempre più efficienti. Non sostituisce il fisico ma lo potenzia. E oggi, per chi fa ricerca, saperla usare è quasi indispensabile”. Accanto alla ricerca, si affianca la didattica negli istituti superiori. Da quasi 4 anni, infatti, incontra gli studenti di quinta per trattare tematiche di natura scientifica. “Un'esperienza arricchente – spiega - fatta di confronto, curiosità e domande. I ragazzi dimostrano interesse e partecipazione, creando uno scambio reciproco che va oltre la semplice lezione”. 

Ma quale futuro lo attende? “Proseguire nella ricerca, in un istituto o in ambito universitario, oppure dedicarsi all’insegnamento nei licei – evidenzia - Due percorsi diversi ma non incompatibili, uniti da un elemento comune: la passione per la fisica. Sarà sicuramente un percorso in continua evoluzione, fatto di scoperte, domande e nuove prospettive”.

g. c.