ATTUALITÀ - 27 febbraio 2026, 06:50

Frane, rischio strutturale in Piemonte. Il Biellese è fra le aree più esposte

Frane, rischio strutturale in Piemonte. Il Biellese è fra le aree più esposte

Il Piemonte è una regione fragile dal punto di vista idrogeologico. I numeri lo confermano: secondo i dati regionali legati al progetto IFFI (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia), in Piemonte sono state censite circa 35 mila frane e complessivamente circa il 15% del territorio montano e collinare risulta interessato da fenomeni di dissesto. Un quadro che trova riscontro anche nel lavoro di Arpa Piemonte, che gestisce il Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFRaP): una banca dati che raccoglie circa 36.000 frane localizzate e consultabili, con informazioni tecniche standardizzate.

La dimensione del problema, però, si estende a livello nazionale: la guida nazionale “Frane d’Italia”, presentata nell’ambito delle attività di divulgazione di Arpa, ricorda che in Italia i fenomeni franosi censiti superano le 620.000 unità e che un rischio così diffuso non può essere affrontato esclusivamente con opere strutturali, per costi e complessità.

Focus Biellese: maltempo di aprile e versanti sotto pressione

Il Biellese, anche a seguito dei fenomeni meteorologici avversi, rientra pienamente in questo scenario. Nell’episodio del 15-17 aprile, secondo la Regione Piemonte, i valori di precipitazione più elevati si sono concentrati anche sulle aree alpine del Biellese, con quantitativi generalmente compresi tra 300 e 400 millimetri e picchi superiori ai 500 millimetri in meno di 72 ore. In quei giorni, si sono registrate frane e diffusi allagamenti su buona parte del territorio regionale; Biellese e Valsesia risultano aree particolarmente colpite. Tra le stazioni pluviometriche che hanno rilevato “significativi massimi di precipitazione” compare anche Oropa.

Monitoraggio e prevenzione

La prevenzione passa prima di tutto dalla conoscenza. Arpa Piemonte gestisce la Rete Regionale di Controllo sui Movimenti Franosi (ReRCoMF), attiva dalla metà degli anni Novanta e oggi estesa a circa 210 siti di monitoraggio distribuiti sul territorio.

Accanto ai sistemi a terra, l’Agenzia utilizza anche tecnologie satellitari: tra queste il servizio europeo EGMS (European Ground Motion Service), operativo dal 2022, che consente di analizzare i movimenti del suolo attraverso dati radar.

Sul fronte delle allerte, è attivo un sistema basato su tre modelli previsionali: SLOPS, TRAPS e DEFENSE, progettati per stimare la probabilità di innesco di diverse tipologie di frana in relazione alle condizioni meteorologiche e allo stato del terreno.
In particolare, il modello SLOPS si fonda anche sull’analisi di circa 33.000 frane superficiali registrate tra il 1990 e il 2016, utilizzate per individuare le aree più suscettibili al superamento di determinate soglie di pioggia.

"Il dissesto idrogeologico - evidenzia il direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero - non è una questione riservata agli addetti ai lavori. Si tratta di un tema che interessa anche il mondo politico e i cittadini, e che richiede consapevolezza e informazione". Per territori come il Biellese, dove eventi di pioggia intensa possono tradursi in frane e criticità diffuse, la disponibilità di dati, sistemi di monitoraggio e strumenti previsionali rappresenta un elemento fondamentale. Conoscere il rischio significa poterlo gestire meglio, prima che l’emergenza si manifesti.

C.S. Arpa Piemonte, G. Ch.