"Io penso che ci sia un'ottima base, molto solida, di cose fatte e che testimoniano, quindi, il potenziale di questa realtà e a partire dalle quali possiamo sviluppare altrettante progettualità. Abbiamo parlato di ricerca: ci sono tantissime competenze, che come Università di Torino possiamo mettere a disposizione, su degli ambiti più di ricerca scientifico-tecnologica e che ci ha visti protagonisti nel recentemente PNRR, proprio su ambiti che sono vicini all'industria tessile, e che, quindi, sicuramente mettiamo a disposizione per sviluppare dei progetti insieme". Queste le parole della nuova Rettrice dell'Università di Torino, Prof.ssa Cristina Prandi che nel pomeriggio di oggi mercoledì 25 febbraio, accompagnata dal Prorettore Prof. Gianluca Cuniberti, ha svolto la sua prima visita ufficiale presso il Campus Città Studi Biella.
La visita si inserisce nel solco della Convenzione ventennale sottoscritta da Università di Torino, Città Studi, Comune di Biella e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, con il supporto di Unione Industriale Biellese, un accordo che testimonia la volontà di trasformare Biella in un polo universitario di eccellenza, capace di attrarre talenti e rispondere alle sfide del mercato globale.
L’incontro ha permesso di fare il punto sulla collaudata collaborazione tra l’Ateneo e Città Studi. Biella non è più una sede distaccata, ma, grazie ad un modello di università multicentrica, un vero e proprio ‘laboratorio per il futuro’ che mette a sistema le competenze dell’Università a favore del territorio. In questa cornice si inserisce l’avvio del nuovo Centro Interdipartimentale “CULTURE & CREATIVITY RESEARCH & DEVELOPMENT”, presieduto dalla Professoressa Giulia Carluccio e di cui fanno parte otto dipartimenti (Filosofia e Scienze dell’Educazione, Lingue e Letterature straniere e Culture moderne, Management “Valter Cantino”, Studi storici, Studi umanistici, Giurisprudenza, Psicologia e Culture, Politica e Società) un tassello strategico che dà sostanza a un’evoluzione naturale già tracciata dal successo dei nuovi percorsi accademici — come i corsi in “Cultural Heritage and Creativity for tourism and territorial development” e “Moda e Cultura d’Impresa”, letteralmente cuciti sulle vocazioni del Biellese — e confermata dalla sensibilità dell’Ateneo nell’attivare il corso in “Scienze della Formazione Primaria”, rispondendo a una precisa esigenza sociale e formativa locale.
Questa sinergia accademica, che mette al centro multidisciplinarietà e governance d'eccellenza, troverà un braccio operativo fondamentale nei Laboratori M.eT.A. (Multimedia and Advanced Textiles), una risorsa per le aziende locali che, grazie alla messa in funzione di queste infrastrutture, potranno beneficiare di un concreto trasferimento tecnologico. I laboratori fungeranno da ponte tra ricerca accademica e mercato, fornendo un impulso decisivo alla competitività della filiera creativa e produttiva biellese. Coerentemente con quanto previsto dalla convenzione ventennale, questo nuovo assetto darà una spinta maggiore alla ricerca e segnerà l’inizio della fase di progettazione per un ulteriore ampliamento dell’offerta formativa, oltre al potenziamento dei corsi già esistenti come Economia Aziendale che dal prossimo anno accademico potrà ospitare fino a 150 matricole.
“Il rapporto tra l’Università di Torino e Biella si conferma un presidio strategico di sviluppo e responsabilità pubblica – ha dichiarato Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino –. È attraverso relazioni solide tra competenze, istituzioni e sistema produttivo che l’Università interpreta pienamente la propria missione. Il nuovo Centro interdipartimentale e i Laboratori M.eT.A. rafforzano un modello di sviluppo che unisce cultura, innovazione e trasferimento tecnologico, con uno sguardo che parte dal territorio e dialoga con le sfide globali”.
Anche il Prorettore Gianluca Cuniberti ha rimarcato come la presenza dell’Università di Torino a Biella sia in continua crescita. Con il Centro interdipartimentale, realizzato in sinergia con Città Studi Biella, la ricerca e le collaborazioni con le imprese potranno ricevere un impulso significativo, ampliando ulteriormente il percorso di sviluppo che Università e territorio costruiscono ogni giorno insieme.
Il Presidente di Città Studi Biella, Ermanno Rondi, ha parlato di un vero e proprio cambio di paradigma con il varo del Centro interdipartimentale “Culture & Creativity”: Città Studi non sarà più soltanto un luogo di didattica, ma evolverà in un laboratorio d’avanguardia in cui otto dipartimenti dialogheranno con il tessuto produttivo locale, gli enti e le istituzioni. Questo nuovo assetto renderà la presenza universitaria più incisiva, consapevole e orientata al public engagement, offrendo al tempo stesso un Centro R&D in grado di fornire risposte concrete alla domanda di innovazione delle imprese sui mercati globali.
Il Sindaco di Biella, Marzio Olivero, ha ricordato come l’impegno dell’Università di Torino in città, formalizzato attraverso una convenzione ventennale, rappresenti un pilastro della strategia di crescita dell’amministrazione. Il nuovo Centro Interdipartimentale viene visto come un acceleratore dell’attrattività cittadina, con l’obiettivo di far percepire Biella ai giovani come un luogo in cui l’alta formazione si integra con la qualità della vita e le opportunità creative.
Infine, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Michele Colombo, ha evidenziato come il sostegno alla propria società strumentale Città Studi Biella e alla convenzione ventennale con l’Università di Torino costituisca un investimento strategico sul capitale umano, motore fondamentale per il rilancio del Biellese. Offrire ai giovani percorsi accademici d’eccellenza e infrastrutture all’avanguardia è considerato essenziale per trattenerli sul territorio e trasformarlo in un polo attrattivo di respiro internazionale. La nascita del Centro “Culture & Creativity” e dei laboratori M.eT.A. dimostra come la sinergia tra istituzioni possa generare valore concreto, unendo la tradizione manifatturiera alle nuove frontiere dell’innovazione. Attraverso la valorizzazione del talento e della ricerca, sostenuta da una visione comune tra enti e istituzioni, la Fondazione continua così a costruire un futuro solido e competitivo per le nuove generazioni.