COSTUME E SOCIETÀ - 25 febbraio 2026, 12:20

Ritiro sociale, a Biella un pool di esperti ne ha parlato all’ITIS

Ritiro sociale, a Biella un pool di esperti ne ha parlato all’ITIS

“Ritiro sociale. Dentro il silenzio”: è questo il titolo dell’incontro tenutosi nella serata di giovedì 19 febbraio all’ITIS “Q. Sella” con lo scopo di imparare a riconoscere ed affrontare un problema che sempre di più si registra tra gli adolescenti. Il ritiro sociale è infatti una delle manifestazioni di sofferenza più diffusa tra i giovani e consiste nella “ricerca del chiuso”, ossia l’abitudine di rimanere chiusi in casa e non frequentare la scuola, stando iperconnessi oppure no.

 All’origine del problema vi sono vari fattori, come il senso di inadeguatezza e la paura del giudizio altrui provati di fronte alle aspettative troppo elevate che l’adolescente, durante la fase evolutiva, sente provenire dalla famiglia, dalla società o dai modelli del successo diffusi dai social; un disagio che comincia a manifestarsi con la ricerca di isolamento, cambiamenti nel sonno e nell’alimentazione per poi raggiungere esiti decisamente più gravi come l’attacco al sé, il self cutting, l’uso di cannabinoidi ecc. 

L’età di esordio di tale problematica si registra verso i 13 anni e si stima che, in Italia, il numero degli adolescenti a rischio ritiro sociale oscilli tra le 100/120 mila unità. Ad illustrare il fenomeno durante la conferenza, e a proporre strategie di intervento, sono stati quattro relatori: Fabrizio Forzan (Neuropsichiatria di Biella, esperto in ritiro sociale), Emanuela Mansi (Sportello CTS Itis), Marta Paganin (Consulente Regionale per l’inclusione), Stefania Poppa (Responsabile Centro Diurno Riabilitativo “Le Ali” di Cossato). 

All’incontro, che ha visto la partecipazione di una settantina di professori dell’Itis, è stata riconosciuta la validità ai fini della formazione professionale docenti.

c. s. Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne ITIS “Q. Sella” g. c.