ATTUALITÀ - 24 febbraio 2026, 18:00

“Cresci Piemonte” è legge: approvato il provvedimento che dimezza i tempi delle varianti urbanistiche

Il presidente della Regione Cirio dichiara: "Abbiamo mantenuto un impegno: tempi dimezzati per dare velocità agli investimenti e spendere bene e velocemente i fondi europei".

“Cresci Piemonte” è legge: approvato il provvedimento che dimezza i tempi delle varianti urbanistiche

Il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Cresci Piemonte, il disegno di legge che dimezza i tempi di approvazione delle varianti urbanistiche e semplifica le procedure per accelerare lo sviluppo economico regionale. Un provvedimento che arriva al termine di un percorso articolato nelle Commissioni, con il coinvolgimento della maggioranza e della minoranza, degli enti locali e delle associazioni di categoria. Nel corso dell’iter sono stati presentati e recepiti emendamenti migliorativi che hanno ulteriormente definito criteri e ambito di applicazione della norma, rafforzandone l’impianto e la sostenibilità.

«Siamo la prima Regione d’Italia a dotarci di una legge di questo tipo: con il Cresci Piemonte manteniamo un impegno e diamo una nuova velocità agli investimenti in Piemonte perché dimezziamo i tempi di approvazione delle varianti urbanistiche, riduciamo i costi e la burocrazia con procedure semplificate che ci consentono di spendere velocemente e bene i fondi europei. In questo modo diamo attuazione a quella che secondo noi è la corretta attuazione delle competenze urbanistiche con la Regione che deve avere un ruolo di controllo e non di ingerenza nelle scelte urbanistiche degli enti locali, inserendosi a pieno titolo nel percorso iniziato nel 2013 che assegna alla alla Regione compiti di coordinamento e controllo ma lascia ai Comuni autonomia, nel rispetto delle norme» dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio

«È una legge che nasce dal confronto – sottolinea l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo –. Abbiamo ascoltato le osservazioni dei gruppi consiliari, del Comune di Torino, di Ance e Anci e degli stakeholder del territorio. Il testo approvato oggi è il risultato di questo lavoro condiviso: una risposta concreta a un’esigenza reale di Comuni e imprese».

«Non stiamo riducendo le garanzie - evidenziano il presidente Cirio e l’assessore Gallo – ma intervenendo in modo mirato sulle procedure di variante agli strumenti urbanistici, dimezzando i tempi delle conferenze, sia per i progetti finanziati con fondi europei, statali e regionali, compreso il PNRR, sia per gli interventi privati riconosciuti di interesse strategico regionale». 

Per le varianti strutturali i termini delle due conferenze vengono ridotti fino a 30 e 45 giorni, per le varianti semplificate viene introdotta una scansione procedimentale più rapida e coordinata, con tempi certi anche per la Valutazione Ambientale Strategica. Un emendamento della Giunta ha definito in modo puntuale i criteri per qualificare gli interventi di interesse strategico regionale: investimenti privati superiori ai 5 milioni di euro, incremento occupazionale di almeno il 10% e non meno di 20 addetti, oppure almeno 100 addetti in caso di nuovi insediamenti. Parametri stringenti, che legano l’accelerazione urbanistica a ricadute occupazionali reali e misurabili. «Abbiamo voluto criteri chiari – prosegue l’assessore – perché questo non è uno strumento generico di semplificazione, ma una leva per sostenere progetti che producano sviluppo concreto, stabile e qualificato».

Per attuare la legge si prevede già quest’anno uno stanziamento iniziale di 400mila euro e 500mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 per finanziare le varianti urbanistiche, con priorità ai Comuni sotto i 5.000 abitanti. «I piccoli Comuni spesso non dispongono delle risorse tecniche per affrontare procedure complesse – spiega Gallo –. Con il Cresci Piemonte li mettiamo nelle condizioni di cogliere opportunità di investimento che altrimenti rischierebbero di andare altrove».

Per la Città di Torino e i capoluoghi di provincia viene inoltre istituita una cabina di regia interistituzionale per gestire in modo più efficiente le varianti generali ai Piani regolatori o la redazione di nuovi PRG, con il dimezzamento dei tempi della seconda conferenza di pianificazione. Inoltre è stata disposta la riduzione da 30 a 15 giorni dei termini di convocazione della prima seduta della seconda conferenza di servizi.  Le disposizioni resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2030, con un sistema di monitoraggio e una relazione periodica al Consiglio regionale sull’attuazione e sui risultati ottenuti. «È una norma temporanea e misurabile – conclude Gallo – pensata per intercettare al meglio le opportunità legate ai fondi europei e nazionali e per dare una risposta immediata alle imprese che vogliono investire in Piemonte. Oggi compiamo un passo concreto per rendere il nostro territorio più attrattivo, moderno ed efficiente».

c. s. Regione Piemonte g. c.