Riceviamo e pubblichiamo in risposta all'articolo Ronco, Ferrero sulle sue dimissioni.
"Gentile Direttore,
a seguito delle vicende che stanno avvenendo a Ronco Biellese, richiamate nella lettera di dimissioni della ex Vice Sindaca, Le chiediamo gentilmente, vista la chiamata in causa, di poter esporre e rendere noto quanto segue: il nostro unico obiettivo è di collaborare con tutti e ragionare su un problema della comunità e del territorio, rappresentato dalla chiusura dell’asilo nido.
Pertanto non entreremo nel merito di tutti i fatti citati nella lettera che non riguardano il nostro operato e il nostro obiettivo, o che allontanano l’attenzione da questo punto specifico.
Detto quanto sopra, il giorno 29 gennaio 2026 si è svolta nella palestra del Comune di Ronco Biellese un assemblea pubblica convocata dall’Amministrazione Comunale, a seguito di una richiesta inviata a tutte/i i consiglieri indistintamente di Ronco Biellese, e precisiamo:
1) Alla richiesta di incontro inoltrata erano allegate 163 “adesioni” ricevute tramite WhatsApp e/o rapporto diretto di fiducia reciproco in sole 48 ore; la modalità di raccolta delle adesioni sul testo di richiesta di incontrare i concittadini che sono in comune, non è sottoposta a procedura di legge quale ad esempio la raccolta di firme per un referendum, per la quale occorre un pubblico ufficiale e un documento di identità per firmare: confondere queste due procedure come è stato fatto non è corretto.
2) È stata la comunità che si è organizzata, che si è “parlata”, che si è interessata, il tamtam, il passaparola; la procedura seguita è stata di coinvolgere amici, parenti, conoscenti, vicini, colleghi, mamme, papà, nonne, nonni, persone che hanno utilizzato l’asilo, felici di trovarlo aperto: una "procedura popolare" basata sui rapporti tra chi si sente comunità e vive in comunità, che non ha lasciato da sole le famiglie sulle quali ricadeva direttamente il peso della chiusura.
3) Occorre ricordare che precedentemente era stata inviata privatamente in Comune una lettera da una mamma in collegamento con altre mamme (e papà), a cui non era seguita alcuna risposta; è a questo punto che un gruppo formato da 11 donne e 3 uomini, con spirito di solidarietà, non ha lasciato in solitudine le famiglie e le mamme e si è auto-organizzato in un comitato informale, raccogliendo le adesioni per dare forza alla richiesta di incontro e per dare voce a quelle famiglie. C'è ancora la libertà di fare tutto ciò senza burocratizzare i rapporti e allontanare le persone dalla partecipazione.
4) La relazione tecnica di parte, presentata durante l’assemblea, non ha permesso alle persone presenti né di capire né di approfondire il tema dei costi e della sostenibilità, e ancor meno di riflettere su cosa vuol dire chiudere un asilo, di cosa significa avere figli da 0 a 3 anni, di cosa comporta per una donna, di cosa significa investire sul futuro attraverso le nuove generazioni. Sono state presentate una serie di slide in modo veloce e superficiale, chiamando in causa altre Amministrazioni, e sono stati comunicati velocemente dati economici con modalità che non ne permettevano la comprensione, dati che hanno la necessità di essere approfonditi e valutati all’interno di una visione, di come si tiene vivo un territorio. di quale comunità si vuole costruire e su quali valori debba fondarsi l’azione Amministrativa. Per vivere occorrono asili, scuole, università, ospedali, case di riposo, ma se tutto ciò venisse trattato con la logica che quelle slide proponevano, si chiuderebbe tutto.
5) L’Istituzione Asilo poi Fondazione Asilo esiste dal 1899 è sempre stata sostenuta e voluta dalle famiglie e ha “servito” attraverso il tempo con volontari non retribuiti che ne hanno permesso l’esistenza, nel 2004 con finanziamenti regionali, dell’allora Cassa di Risparmio di Biella e dei privati, è stato ristrutturato nello stabile di proprietà, il piano occupato dalle suore e si è ricavato il micro-nido in funzione dal 2006. Ogni Amministrazione ha sempre ha trovato le risorse e le collaborazioni per tenere attraverso la Fondazione il servizio aperto. Passato al Comune nel 2025 l’amministrazione lo ha chiuso. La Fondazione si è estinta non perché avesse una “voragine”, i bilanci certificati dimostrano un avanzo, ma perché le attuali normative non ne permettevano più l'esistenza, nonostante 126 anni di vita e bilanci in ordine.
Occorre ricordare e dire tutto ai nostri concittadini, con chiarezza e senza ombre.
Tornando all'assemblea, molte voci hanno presentato varie prospettive e sono state rese varie versioni su come si è arrivati a chiudere un servizio essenziale, e per quanto tutto sopra richiamato, non avendo avuto un quadro coerente e chiaro dei fatti, delle responsabilità, delle possibilità, delle dinamiche, ci siamo concentrati sul chiedere al Sindaco e a tutta l'Amministrazione di ripercorrere tutti insieme, compresa la minoranza, la strada che ha portato alla chiusura, rivedere con calma i conteggi, ragionare sulle possibilità o meno di riaprire l’asilo, alla luce di una situazione che è fluida e di una legislazione e una regolamentazione nel frattempo modificate, chiamare gli Enti evocati dall’Amministrazione nelle slide, la Regione Piemonte e i Sindaci di Ternengo e Zumaglia per collaborare su questo tema, e collegarsi al Dirigente scolastico: e se alla fine verrà dimostrata e confermata l’impossibilità di riaprire questo servizio, come detto in assemblea, ne avremmo preso atto. Quindi non sconfessare qualcosa o qualcuno, ma collaborare, ripensare, colloquiare, ripartire, riverificare, dovendo fare una scelta così grande e pesante, la comunità doveva e deve essere coinvolta: il confronto è un cammino faticoso, lo comprendiamo, in primis per le mamme e neomamme che di tempo libero ne hanno pochissimo, ma è un cammino necessario per la convivenza e una scelta di civiltà. E’ questa proposta che il Sindaco Celestino Lanza ha accettato, e per questo lo abbiamo ringraziato pubblicamente. Non ci sembra di aver fatto qualcosa di male, non ci siamo rivolti a una parte dimenticando l’altra, non abbiamo cercato discordia o messo in atto azioni tese a portare danno a qualcuno, abbiamo chiesto trasparenza, collaborazione e coinvolgimento della comunità.
Non sono cose di poco conto di questi tempi, in cui le persone sempre più spesso non vanno a votare e si chiudono in loro stessi con un atteggiamenti a volte distruttivi verso la possibilità di partecipazione e confronto.
Questo è!
L’asilo nido, le famiglie, la comunità, il territorio, il dialogo sono la nostra bussola.