“Da quando mi ricordo, ho sempre voluto fare il pilota”. Per il giovane biellese Vittorio Ianutolo, nato il 10 novembre e oggi ventunenne, non è una frase di circostanza ma una convinzione maturata fin dall’infanzia. Un sogno che, a soli 21 anni, è già diventato realtà: Vittorio è secondo ufficiale su Airbus A320 per una delle principali compagnie aeree low-cost europee, con base operativa a Milano Linate.
La passione nasce presto, durante le vacanze, quando da bambino entra per la prima volta in una cabina di pilotaggio. “Vedevo le luci, gli strumenti. Ero uno di quei bambini che rimanevano incantati, e tutte le volte che viaggiavo su di un aereo chiedevo di vedere la cabina”. Da allora, l’idea di Vittorio è sempre stata una sola: diventare pilota.
Dopo aver frequentato il liceo scientifico Avogadro di Biella, nella sezione F, dalla prima alla quinta, Vittorio inizia a trasformare il sogno in un progetto concreto già a 16 anni, quando supera la visita medica aeronautica, requisito fondamentale per intraprendere la carriera. L’anno successivo, per il suo diciassettesimo compleanno, il padre gli regala l’iscrizione all’aeroclub di Biella. “Avevo già le idee chiare e non le ho mai cambiate”, afferma più che convinto.
Durante la quarta e la quinta liceo, ogni giovedì è dedicato al volo: un impegno costante che lo porta a conseguire la licenza, mentre i coetanei sono concentrati sugli esami di maturità. Proprio durante l’ultimo anno di scuola superiore, Vittorio partecipa alle selezioni per diverse scuole di volo internazionali, scegliendo infine la CAE di Bruxelles, una scuola aeronautica che addestra aspiranti piloti con zero esperienza di volo, fino al conseguimento di una licenza di pilota di linea (ATPL). “Era quella che iniziava i corsi per prima – racconta Vittorio con la passione di un ragazzo ventenne che ha appena coronato il suo sogno – e io non ce la facevo più ad aspettare”.
Conclusa la maturità, si trasferisce dunque in Belgio, dove affronta dieci mesi intensi di teoria ed esami e consegue la licenza di pilota di linea. Il suo percorso prosegue a Phoenix in Arizona dove segue un corso intensivo che prevede un determinato numero di voli. Rientrato in Italia, completa la formazione a Malpensa, nei simulatori utilizzati anche da EasyJet, che collabora con CAE per la formazione dei futuri piloti.
Dopo altri diversi mesi di addestramento e una nuova pausa, il 13 ottobre arriva il momento decisivo: l’ingresso ufficiale in EasyJet come secondo ufficiale, con due strisce sulla divisa. “Tutti vogliono diventare capitano” spiega Vittorio. Il percorso è definito: raggiunte le 1.500 ore di volo, si accede all’esame per diventare primo ufficiale. “Il comandante ha quattro strisce, io due. Magari lui è più bravo a volare, ha più ore di volo, ma di testa sappiamo fare le stesse cose: decollare, atterrare, accendere i motori”.
Tra le esperienze più emozionanti, Vittorio ricorda il primo volo senza passeggeri. “Decolli e atterraggi continui, senza fermarsi, senza frenare. Riparti subito, con il rombo del motore. È qualcosa di speciale, lì si che è un'emozione unica, a bordo di un aereo che vuoto è tutt'altra cosa rispetto a quando hai passeggeri”.
Guardando al futuro, non esclude la possibilità di diventare istruttore, oltre che naturalmente primo ufficiale. “Mi piace insegnare”. Intanto, la vita da pilota gli consente un buon equilibrio: dalla base di Linate effettua solitamente dai due ai quattro voli al giorno, rientrando a casa ogni sera. “In alcune basi ci sono viaggi di più giorni, qui una sola, anche se mi è capitato di dormire a Parigi”.
E la vita sociale? “A Linate sono ancora nuovo, conosco poca gente. Ma quando torno a casa a Biella, sto volentieri con i miei amici”. A 21 anni, tra responsabilità elevate e un sogno già realizzato, Vittorio Ianutolo continua a guardare avanti, con la stessa determinazione di quando, da bambino, rimaneva affascinato dalle luci di una cabina di pilotaggio. E questa è anche una dimostrazione che quando si insegue un sogno, se lo si vuole davvero, la sua realizzazione è dietro l'angolo.