Oggi ci siamo ritrovati a Biella, per celebrare il Giorno del Ricordo, una ricorrenza che interpella la coscienza della nostra Nazione e che ci chiede di fermarci, riflettere e ricordare.
Questa mattina ho partecipato alla commemorazione ufficiale tenutasi a Biella, un momento intenso e profondamente sentito, che ha unito istituzioni, associazioni e cittadini nel segno della memoria e del rispetto.
Essere presenti non è un gesto formale: è un atto di responsabilità verso la storia del nostro Paese e verso le migliaia di italiani che hanno subito la tragedia delle foibe e l’esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.
Il 10 febbraio ci ricorda che la verità non può essere taciuta, che il dolore non può essere cancellato, che la dignità delle vittime non può essere negoziata.
Ricordare significa dare voce a chi non l’ha avuta, restituire identità a chi l’ha perduta, riconoscere il sacrificio di chi ha pagato con la vita o con l’esilio l’odio ideologico del dopoguerra.
Oggi, qui a Biella, rinnoviamo un impegno che va oltre la cerimonia: custodire la memoria, difendere la verità storica, trasmettere alle nuove generazioni ciò che accadde sul confine orientale.
Perché un Paese che non conosce la propria storia rischia di smarrire se stesso.
Il Giorno del Ricordo non divide: unisce.
Unisce nella consapevolezza, nella giustizia, nella pietà verso le vittime e nella volontà di costruire un futuro fondato sulla libertà e sulla verità.
A nome di Fratelli d’Italia Biella, rivolgo un pensiero commosso alle vittime, ai loro discendenti e a tutti coloro che portano ancora nel cuore il dolore dell’esodo.
Viva la memoria. Viva l’Italia.