SPORT - 08 febbraio 2026, 06:50

Chiusa la sede di Sport e Salute, l'intervista all'ex presidente Coni Biella Gianluca Bernardini: “Ecco la mia soluzione”

E aggiunge: “Con una concreta azione di buona volontà politica e con l’aiuto del Comune di Biella, della Provincia e della Fondazione Cassa di Risparmio, si potrebbe trovare una nuova sede all’altezza del compito che possa soddisfare tutte le esigenze”.

Chiusa la sede di Sport e Salute, l'intervista all'ex presidente Coni Biella Gianluca Bernardini: “Ecco la mia soluzione”

Abbiamo voluto sentire il parere, sulla chiusura degli uffici provinciali del CONI e di Sport e Salute, del Professor Gianluca Bernardini, ex segretario e Presidente eletto del CONI Provinciale di Biella nonché attuale Presidente regionale della Federazione Pallamano e Stella d’oro al merito sportivo del CONI. Una figura che ha dedicato la sua vita prima in Toscana, poi in Piemonte allo sport attivo e alla sua organizzazione.

Qual è il suo parere sulla nuova organizzazione sportiva a livello periferico del CONI e di Sport e Salute?

Bisogna premettere che l’azione promozionale ed organizzativa dei progetti, i rapporti con le Istituzioni scolastiche e tutto ciò che riguarda la formazione è stato demandato a “Sport e Salute”. Al nuovo CONI è rimasta la parte di rappresentanza e tutto ciò che riguarda la preparazione olimpica. Fin dal 1995, con il distacco da Vercelli e la creazione di un Comitato Provinciale biellese, tutte queste mansioni erano riunite sotto la grande casa del CONI e personalmente, prima come segretario e poi come Presidente eletto dalle Federazioni Sportive, dagli Enti di Promozione Sportiva e dalle Associazioni Benemerite, assieme ad uno Saff di prim’ordine, abbiamo portato avanti numerose iniziative a dimostrazione che il presidio territoriale aveva una indubbia valenza ed autonomia organizzativa e culturale. Con tutta la ristrutturazione del “sistema sport” italiano e la conseguente nascita di “Sport e Salute”, costola operativa del Ministero dello sport, l’autonomia del movimento sportivo italiano è venuta meno, fino ad arrivare alla cancellazione di quei presidi periferici che sono stati sempre un punto di riferimento e di rappresentanza di tutto lo sport locale. Tutto ciò mi lascia interdetto perché si cancellerebbero anni di attività che hanno portato la provincia di Biella ai primi posti regionali e nazionali per l’organizzazione sportiva tutta.

Secondo lei, quali sono le soluzioni per sopperire a questa decisione che cade dall’alto, senza tener conto della valenza dei presidi territoriali?

Come ho proposto già nel mese di ottobre dello scorso anno, per arginare questa decisione, ispirata da un concreto risparmio sugli attuali affitti di molte sedi periferiche, è opportuno che tutte le forze sociali, politiche e sportive della nostra provincia facciano fronte comune, non solo formalmente ma con atti concreti, per impedire la soppressione del nostro presidio territoriale. Con una concreta azione di buona volontà politica e con l’aiuto del Comune di Biella, della Provincia e della Fondazione Cassa di Risparmio, si potrebbe trovare una nuova sede all’altezza del compito che possa soddisfare tutte le esigenze. Sono certo che di fronte ad un’offerta di una nuova sede, di proprietà degli enti locali, anche con un esborso mensile d’affitto dignitoso che sia in linea con il mercato immobiliare biellese, la direzione di Sport e Salute farebbe un passo indietro e non toglierebbe a Biella questo importante presidio di sport. Concludendo vorrei auspicare che tutto il “mondo” politico locale, soprattutto i nostri rappresentati in parlamento ed al governo, si attivino ed utilizzino tutti i mezzi a loro disposizione per cercare di risolvere questa sgradevole ed inopportuna situazione, dimostrando che la politica espressa dai vari partiti politici si occupa di sport.

Redazione