Nell’ambito della lotta al tumore al seno, la Chirurgia dell’Ospedale di Biella è oggi tra i primi centri in Piemonte ad aver introdotto la mastectomia endoscopica: una tecnica innovativa che consiste in un intervento mininvasivo con contestuale ricostruzione della mammella.
Ad aver avviato la mastectomia endoscopica è il Dott. Massimiliano Bortolini, Responsabile della Breast Unit dell’ASL BI, che opera nell’ambito della Struttura Complessa di Chirurgia Generale, diretta dal Dott. Roberto Polastri.
Tutte le pazienti che devono sottoporsi alla mastectomia e alla ricostruzione mammaria possono potenzialmente essere operate con questa tecnica chirurgica, previa valutazione delle caratteristiche anatomiche da parte del medico: su 100 tumori operati, circa il 25% sono pazienti che necessitano di mastectomia con ricostruzione la quale riguarda non soltanto i casi di prima comparsa del tumore, ma anche le pazienti ad alto rischio di tumori eredo-familiari.
L’endoscopia garantisce risultati estetici migliori e un decorso operatorio più breve rispetto alla mastectomia tradizionale. La mastectomia è l'asportazione chirurgica totale di una o entrambe le mammelle, solitamente praticata per trattare o prevenire il tumore al seno, in caso di forme tumorali estese o multifocali, oppure a scopo preventivo in donne ad alto rischio genetico.
Oggi esistono tecniche conservative che facilitano la ricostruzione immediata, tra cui la più recente è appunto la mastectomia endoscopica. L'endoscopio è un tubo flessibile che trasmette immagini ad alta definizione su uno schermo e inserito attraverso piccole incisioni può essere utilizzato anche per eseguire interventi chirurgici.
Il Dott. Massimiliano Bortolini da inizio anno ha avviato questa metodica anche all’Ospedale di Biella e risulta essere tra i primi centri in Piemonte, insieme all’IRCCS di Candiolo e all’ASL CN 2, ad utilizzarla.
La Breast Unit dell’ASL BI fa parte del Gruppo Interdisciplinare Cure (GIC) Interaziendale, che comprende oltre a Biella anche l’ASL di Vercelli, all’interno del quale occupa il ruolo di Hub, ovvero di coordinare il GIC di entrambi gli ospedali.
Questo tipo di intervento viene svolto attraverso l’impiego di una telecamera e di uno schermo con risoluzione 4K che consente una migliore precisione nel togliere la ghiandola, conservando la cute e assicurando una maggior sicurezza del risultato anche dal punto di vista oncologico.
Ha così commentato il Dott. Bortolini: “La mastectomia endoscopica è un intervento mininvasivo che con un taglio di 3 cm nella zona ascellare consente sia la rimozione del tumore mammario che la ricostruzione immediata, con un migliore impatto psicologico sulla paziente rispetto alle tecniche tradizionali, legato sia alle dimensioni della cicatrice, che rimane piccolissima e nascosta, ma anche rispetto al percorso post-operatorio, che in genere prevede una degenza di 24 ore e si conclude in una decina di giorni con la rimozione del drenaggio”.
“Si tratta di un ulteriore tassello - conclude il Dott Roberto Polastri Direttore della S. C. di Chirurgia Generale e del Dipartimento di Chirurgia - che implementa ulteriormente la chirurgia mininvasiva, un obiettivo che il nostro Dipartimento sta ormai da anni perseguendo con ottimi risultati in tutte le specialità del dipartimento e che è iniziata con la chirurgia laparoscopica ed è proseguita negli ultimi due anni con la chirurgia robotica”.
La mastectomia endoscopica è una tecnica all’avanguardia che va a rendere ancora più ampia la risposta chirurgica per le pazienti che si rivolgono alla Breast Unit dell’Ospedale di Biella, che nel corso del 2025 ha registrato oltre 300 interventi senologici, di cui più di 200 per tumore alla mammella.