COSTUME E SOCIETÀ - 05 febbraio 2026, 07:10

Biodiversità nel Biellese: un dono dei Sardi alla terra di adozione: Febbraio

Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso immagini e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice.

Passera mattugia, (immagine di Lucio Bordignon)

Cambia la fauna

La distruzione delle foreste favorì la fauna degli ambienti aperti.  Divennero numerose alcune specie di prateria, ad esempio la lepre e la quaglia, prima poco diffuse. Piccoli granivori quali cardellino e verdone, oppure l’allodola e i passeri, uccelli di prateria, colonizzarono i nuovi habitat rurali. Molte farfalle diurne beneficiarono di prati e pascoli, trovando fiori e piante nutrici come l'ortica per i bruchi di vanesse.

L'agricoltura tradizionale, orientata all'autoconsumo specialmente in collina dove i suoli erano poco fertili, prevedeva colture diversificate, che garantivano risorse a molte specie selvatiche. Questo sistema contrastava con l'agricoltura intensiva moderna, orientata al profitto, che tende alla monocoltura creando paesaggi uniformi abitati da poche specie.

C.S. Lucio e Alice Bordignon, Su Nuraghe