Sono oramai anni che assistiamo passivamente alla morte della nostra città ,svuotata dal suo interno dai cittadini che una volta la potevano vivere attraversandola in moto o in macchina fermandosi nel suo centro facendola vivere durante la settimana ma soprattutto nei weekend.
Sono nati i “centri storici “delle città, diventati inaccessibili che si allargano sempre di più , escludendo invece di includere !
Si è creato un conformismo ideologico che osteggia le critiche che mettono in discussione l’insuccesso delle ZTL e dei centri storici che hanno portato alla distruzione della vita del centro città.
Regole infinite ed anacronistiche che vanno a decretare la costruzione o meno di un ponte ( ne è un esempio quello che unisce la città al paese di Pollone) spacciandolo per “opera d’arte “ solo perché più vecchio di 70 anni , costringendo le persone che vanno al lavoro a lungaggini e pericoli per i ragazzi che vanno a scuola in moto o in bici a passare su tavole di legno scivolose come vetro ( qualcuno si è anche rotto qualche osso cadendo in moto) .
Nessuno dice niente, va tutto bene ; ma in realtà è una sorda assuefazione a una gestione politica ed amministrativa obsolescente e fallimentare che sarebbe devastante non sottolineare .
Torniamo ad essere “ cittadini attivi “ come insegnava l’antropologa urbana Jane Jacobs che con i suoi libri “ smascherò ‘ l’impotenza del potere costituito nel risolvere i problemi sociali tipici delle metropoli “ .
Lasciate che la vita avvenga! Non c’è bisogno di polizia se le strade sono abitate, sono vissute, se le persone passeggiano, si salutano, si fermano a comprare nei negozi .
La funzione del negoziante, come quella del barista nelle ore notturne, funge da custode.
E’ sul dominio della strada che i cittadini esprimono la loro funzione urbana e sociale . E’ una epidemia che va contro il mercato togliendo importanti risorse che potrebbero essere usate diversamente ( quelle del ponte per Pollone ), contro il concetto di piazza ( ZTL e falso Green deal ) Recuperiamo la nostra vitalità!
La lezione della Jacobs , dopo anni di tentativi ( nata nel 1916 e morta nel 2006 a Toronto ) sta entrando in una grande fase di riflessione sul ripensamento dell’organizzazione dello stare insieme. Ci insegna ad essere critici ed analitici riportando al centro i cittadini che devono tornare ad essere i protagonisti , cambiando regole penalizzanti per la vita di tutti i giorni quali possono essere quella di mantenere in piedi un mucchio di vecchie pietre e chiusa la nostra città.
AL DIRETTORE - 05 febbraio 2026, 15:28
Conformismo ideologico, la lezione di Jane Jacobs
Conformismo ideologico, la lezione di Jane Jacobs