Di fronte al rifiuto di assecondare l'ennesima richiesta di denaro, avrebbe ripetutamente colpito la madre con calci e pugni, arrivando a strapparle i capelli e a causarle gravissime lesioni.
Grave episodio di violenza domestica, in un comune del Vercellese, interrotto dall'arrivo dei Carabinieri della Stazione di Crescentino che, con il supporto dei militari di Trino, di Livorno Ferraris e di un equipaggio del Nucleo Radiomobile, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un uomo, già noto alle forze dell’ordine.
A chiedere aiuto, con una disperata telefonata al 112, la madre stessa dell'arrestato: una chiamata tanto disperata quanto provvidenziale, che ha permesso di interrompere una situazione di estrema gravità. Giunti nell’abitazione dei due, i Carabinieri hanno trovato la donna in condizioni gravi con evidenti segni di violenza: immediatamente è stato richiesto l’intervento del personale sanitario, che ha trasportato la vittima in codice rosso in ospedale, dove la donna è stata ricoverata e refertata con una prognosi di 90 giorni a causa delle lesioni riportate.
Dalle prime ricostruzioni, basate sulle dichiarazioni della persona offesa e sugli accertamenti svolti all’interno dell’abitazione, è emerso che l’uomo avrebbe da tempo posto in essere condotte maltrattanti nei confronti della madre. Nella notte precedente all’intervento, il figlio, in stato di alterazione psicofisica dovuta all’abuso di sostanze alcoliche, avrebbe tentato di ottenere denaro dalla donna. Al rifiuto avrebbe reagito con una violenza particolarmente brutale, colpendola ripetutamente con calci e pugni, arrivando a strapparle i capelli.
Il soggetto, presente in casa all’arrivo dei militari, è stato dichiarato in arresto e accompagnato nella sede del Comando Provinciale per svolgere tutte le formalità di rito. Da qui è stato trasferito alla locale casa circondariale, dove si trova tuttora.
L’episodio si inserisce, purtroppo, nel sensibile quadro dei reati riconducibili al cosiddetto “codice rosso”, che continuano a verificarsi all’interno dei contesti familiari. Ancora una volta, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine insieme al coraggio che ha dimostrato la vittima nel contattare il 112 e nel chiedere aiuto denunciando l’accaduto, ha consentito di porre fine a una grave situazione di violenza, nonché di garantire soccorso e una prima tutela alla donna.