AL DIRETTORE - 24 gennaio 2026, 14:16

“La scuola che il PNRR può davvero costruire”

Condivido l’analisi di Vittorio Moretti sulla scuola che dovrebbe ‘nascere’ dal PNRR ed aggiungo alcune considerazioni.
L’occasione che si prospetta è certamente unica, mai si sono visti tanti denari destinati alla scuola (non è un mistero il fatto che l’Italia spenda in istruzione meno di quanto spenda in interessi passivi sul debito…) e non va sprecata.
Non servono ‘progettifici’ ma aumento delle competenze, sia per i docenti (unica strada per garantire qualità alla formazione) sia per i discenti. Soprattutto, credo sia necessario attualizzare ogni singolo corso di studi, contestualizzando ove possibile i programmi con "ciò che accade nel mondo", per evitare un’istruzione nozionistica svincolata dagli accadimenti ed incapace di offrire gli strumenti necessari a criticamente interpretare gli accadimenti, la politica, la direzione in cui va il mondo.
Le studentesse e gli studenti che frequentano le aule dell’università (almeno, molti fra quelle e quelli che frequentano la mia) manifestano difficoltà ad incrociare le nozioni con i fatti del mondo reale, non leggono i giornali, faticano a creare connessioni interdisciplinari.
Il rischio che l’intelligenza artificiale (al momento, veramente poco intelligente) diventi la strada più comoda per risolvere un problema o analizzare un fatto non aiuta certamente i docenti, il cui compito viene a volte svilito dalla (apparente) semplicità con cui un problema può essere affrontato e risolto. Meglio che l’AI si presa a dosi omeopatiche e sotto ricetta!
Mi auguro dunque che il PNRR ed i fondi che lo stesso porta con sé sia veramente in grado di modernizzare la scuola ed offrire nuove chances alle giovani ed ai giovani.

Mario Rovetti