Elsa Rubino la ragazza biellese coinvolta nella tragedia di Crans-Montana si trova ancora ricoverata a Zurigo, in Svizzera. E la scorsa settimana è entrato nel vivo il progetto di supporto psicologico attivato al Liceo Sella di Biella per aiutare i compagni di Elsa, gli studenti della 2E, indirizzo Linguistico.
Gli specialisti dell’Asl di Biella che fanno capo all’associazione EMDR, specializzata nel supporto a vittime, familiari e sopravvissuti di eventi traumatici, hanno incontrato in un primo momento genitori e insegnanti, per poi iniziare un percorso diretto con i ragazzi: una mattina alla settimana entrano in classe per lavorare esclusivamente con loro.
“È un valido aiuto – sottolinea il preside Gianluca Spagnolo – grazie anche all’Asl Biella per la collaborazione. I ragazzi sono provati e ne hanno bisogno. Ringrazio anche i genitori che hanno partecipato all’incontro: erano in tanti ed è stato un segnale importante”.
Il progetto era stato attivato subito dopo la ripresa delle lezioni, mercoledì 7 gennaio, quando nella 2E un banco era rimasto vuoto. Quello di Elsa Rubino. In quell’occasione, oltre al minuto di silenzio osservato in tutti gli istituti italiani su indicazione del ministro Valditara, il dirigente scolastico aveva incontrato i compagni di classe della studentessa.
“È stato un rientro doloroso per tutti noi – aveva spiegato Spagnolo –. Quello che è accaduto è un fatto grave e non possiamo lasciare soli i ragazzi in questo momento”.
Insieme a Paola Sosso, professoressa coordinatrice della classe, il preside ha inoltre adottato alcuni provvedimenti organizzativi. La classe, composta da 15 studenti (14 in questi giorni), ha visto alcune modifiche all’orario e alla disposizione dei banchi, ora sistemati in cerchio per favorire il dialogo e il confronto. Una scelta pensata per rafforzare il senso di gruppo e consentire agli studenti di affrontare il percorso scolastico con maggiore serenità, anche alla luce del fatto che gli esiti del primo quadrimestre erano già stati definiti.