La galleria Rosazza, aperta al transito nel 1897, rimane una delle opere più ardite delle nostre montagne. Dietro quei 367 metri scavati nella roccia viva non ci sono solo date e misure, ma soprattutto le mani e i volti di chi li rese possibili. I minatori lavorarono in condizioni difficili, spesso di notte, affrontando la durezza della montagna con mezzi rudimentali e una determinazione straordinaria. Accanto a loro operarono molte donne dei villaggi vicini, impegnate nei servizi, nelle vettovaglie e in tutto ciò che quotidianamente teneva in piedi i cantieri: percorrevano a piedi, ogni giorno, lunghe distanze per raggiungere i luoghi di lavoro e tornare alle proprie case.
È anche grazie al loro impegno silenzioso, spesso dimenticato, che l’incontro delle due squadre nel settembre 1895 e il completamento dell’opera furono possibili. Questa immagine vuole ricordare proprio loro: il contributo umano, tenace e collettivo, che ha trasformato un progetto visionario in una strada reale.