ATTUALITÀ - 15 gennaio 2026, 09:00

Biella, mercato in centro: "Una scelta che può far crescere tutta la città"

Le parole di Christian Clarizio.

Biella, mercato in centro: "Una scelta che può far crescere tutta la città"

La notizia dello spostamento del mercato in centro a Biella ha acceso il dibattito e, come spesso accade quando si toccano le abitudini quotidiane, le reazioni sono state contrastanti: entusiasmo da una parte, preoccupazione dall’altra. Credo però che valga la pena guardare a questa scelta non solo con l’occhio della nostalgia o della comodità personale, ma anche attraverso i dati dei quartieri riproporzionandoli al complessivo degli abitanti (Dati 2020 Comune di Biella: San Paolo con 10.059 residenti, Chiavazza con 6.063 residenti, Vernato Thes con 5.812. A seguire questa la composizione dei quartieri: Centro 5.508, Villaggio Lamarmora 4.057, Riva 2.328, Pavignano 2.070, Cossila San Grato 1.618, Vandorno 1.571, Piazzo 1.331, Vaglio Colma 1.029, Oropa Favaro 517, Cossila San Giovanni 505, Oremo 488, Barazzetto 460)
Sommiamo i dati dei quartieri più vicini al centro e facilmente il numero delle persone è proporzionalmente molto più alto, per convincere gli ambulanti della scelta. Negli ultimi anni il centro di Biella ha vissuto una progressiva perdita di vitalità. I numeri parlano chiaro: meno residenti, meno passaggio, molte attività che faticano a rimanere aperte. Al contrario, il mercato rappresenta ancora oggi uno dei pochi momenti in cui la città si riempie davvero di persone di tutte le età, provenienti da diversi quartieri e paesi limitrofi. Portarlo in centro significa riportare vita, movimento e relazioni proprio dove oggi ce n’è più bisogno.
Non si tratta solo di commercio. Il mercato è socialità: è l’anziano che scambia due parole con il venditore di fiducia, è la famiglia che passeggia il sabato mattina, è il giovane che riscopre il piacere di stare in mezzo alla gente. Metterlo in centro può diventare un modo concreto per far tornare le persone a vivere le strade, i bar, i negozi, le piazze. Può essere una spinta reale anche per chi ha investito o vuole investire nel cuore della città.
È chiaro però che ogni cambiamento porta con sé delle difficoltà. Non tutti si spostano con facilità: anziani, persone con disabilità, famiglie senza auto potrebbero trovarsi in difficoltà. Ignorare questo problema sarebbe un errore. Proprio per questo lo spostamento del mercato deve essere accompagnato da soluzioni pratiche con  navette dai quartieri più lontani nelle giornate di mercato, e fermate nei punti strategici e definendo un’organizzazione dei parcheggi ben segnalata, magari con tariffe agevolate o gratuite durante il mercato, piccoli accorgimenti che pero’ possono fare la differenza.
Si potrebbe poi mantenere, in alcuni quartieri, piccoli mercati di prossimità in giorni diversi: meno bancarelle, ma sufficienti per chi ha reali difficoltà a muoversi. In questo modo il mercato in centro diventerebbe l’evento principale, senza però abbandonare chi rischia di restare indietro.
Credo che lo spostamento del mercato non debba essere visto come una perdita, ma come una possibilità. Una possibilità di far rivivere la città, di mescolare le persone, di creare nuove abitudini più vive e condivise. Ma deve essere una scelta inclusiva, che tenga conto di tutti.
Se riusciranno a unire visione e attenzione concreta alle persone, il mercato in centro potrà diventare una nuova collocazione geografica e il simbolo di una Biella che prova davvero a rimettersi in movimento.

Christian Clarizio

Lettera Firmata