/ ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 01 gennaio 2026, 10:00

Mattarella: “La Repubblica siamo noi”. Pace, coesione sociale e giovani al centro del messaggio di fine anno

Il discorso si è concluso con un appello diretto alle nuove generazioni: "Non rassegnatevi. Siate esigenti e coraggiosi. Scegliete il vostro futuro".

Mattarella: “La Repubblica siamo noi”. Pace, coesione sociale e giovani al centro del messaggio di fine anno

Mattarella: “La Repubblica siamo noi”. Pace, coesione sociale e giovani al centro del messaggio di fine anno

Trasmesso a reti unificate e sui canali social del Quirinale alle 20,30, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto agli italiani il tradizionale discorso di fine anno, il suo undicesimo.

Nelle sue parole ha fatto un appello forte alla pace, alla responsabilità individuale e alla coesione sociale. Fin dalle prime parole, il Capo dello Stato ha ricordato come l’anno che si chiude non sia stato semplice, indicando nella pace la principale aspettativa dei cittadini. Mattarella ha richiamato con forza le immagini delle guerre in Ucraina e a Gaza, definendo “ripugnante” il rifiuto della pace da parte di chi si sente più forte. "La pace non è solo assenza di guerra – ha sottolineato – ma un modo di pensare, che nasce dalla vita quotidiana, dal rispetto reciproco e dal dialogo".

Un invito ribadito anche citando le parole di Papa Leone XIV, che ha esortato a “disarmare le parole” e a respingere odio e violenza, richiamo che il Presidente ha fatto proprio, invitando a evitare scontri verbali e contrapposizioni sterili.  

Ampio spazio è stato dedicato alla storia della Repubblica, definita da Mattarella "uno spartiacque" nella storia nazionale. 

Dal lavoro allo statuto dei lavoratori, dal servizio sanitario nazionale alla previdenza, il Presidente ha ricordato conquiste sociali che hanno migliorato la vita quotidiana degli italiani e che oggi vanno preservate, anche di fronte ai cambiamenti del nostro tempo.

Guardando al presente, il Presidente ha richiamato l’attenzione su vecchie e nuove povertà, diseguaglianze, corruzione, reati ambientali e infedeltà fiscale, definendoli rischi concreti per quella coesione sociale che rappresenta una delle grandi forze del Paese. "La coesione – ha ammonito – non è mai acquisita per sempre. È un bene da custodire con l’impegno di tutti".

Il discorso si è concluso con un appello diretto alle nuove generazioni: "Non rassegnatevi. Siate esigenti e coraggiosi. Scegliete il vostro futuro".
Un invito a sentirsi parte attiva della Repubblica, come la generazione che ottant’anni fa contribuì a costruire l’Italia moderna. "Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi", ha ricordato Mattarella, chiudendo il suo messaggio con gli auguri per il nuovo anno.

s.zo.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore