Anche nel Biellese è stata accolta positivamente la proclamazione della cucina italiana a Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, avvenuta nelle scorse a Nuova Delhi. A commentarla diversi volti noti della ristorazione della nostra provincia.
Come Luigi Apicella, titolare del Ristorante Pizzeria La Lucciola di Biella: “La notizia è stata accolta con orgoglio da tutta la nostra categoria che, nel corso degli ultimi anni, ha saputo compiere progressi non indifferenti. Ognuno di noi, in base alle proprie peculiarità e caratteristiche, ha rinnovato e modernizzato la propria tecnica salvaguardando la tradizione delle nostre ricette di famiglia e mantenendo elevata la qualità degli ingredienti. Mai come ora risulta fondamentale la cura dei dettagli per arrivare a traguardi importanti. Ma di base deve sempre esserci l'umiltà di aggiornarsi, l'impegno quotidiano e una passione profonda”.
Sulla stessa linea d'onda Pietro Calcagno, alla guida dei ristoranti La Lira di Biella e L'Oro della Bessa di Zubiena: “Da tempo l'Italia meritava un simile riconoscimento. I nostri prodotti enogastronomici sono variegati ed eccezionali, ogni territorio e regione rappresenta al meglio una tradizione culinaria di livello: da questi elementi viene semplice l'equazione. Già da molto tempo ogni ristoratore era ambasciatore dei sapori italiani ma da oggi la responsabilità e l'impegno sarà maggiore. Di un titolo simile ne beneficerà l'intero territorio”.
Lo chef biellese Franco Ramella ha commentato con entusiasmo: “Dobbiamo essere orgogliosi di questo riconoscimento. La cucina italiana è apprezzata in tutto il mondo: gli stranieri vengono qui non solo per la bellezza del nostro paese, ma anche per il cibo. Si mangia bene e si beve bene. Questo premio non è il primo per la cucina italiana, ma rappresenta senza dubbio un valore aggiunto”. E l'accoglienza? “E' un aspetto su cui bisogna ancora lavorare – conclude Ramella – ma nel Biellese sono già stati fatti passi concreti. I nostri vicini di Alba e del cuneese sono più avanti, senza contare Trentino e Lago di Garda, ma finalmente anche noi ci stiamo muovendo, ad esempio con la Fondazione Biellezza. È importante procedere un passo alla volta, senza correre, altrimenti rischiamo che i risultati si ritorcano contro di noi”.
“Il nostro cliente sottolinea che il successo della cucina italiana nasce dall’unicità delle sue materie prime - scrive in una nota la Macelleria Gastronomia Mosca 1916 di Biella -, frutto di un territorio straordinariamente vario e da una profonda cultura alimentare. Una tradizione fatta di ricerca, abbinamenti armoniosi e valorizzazione dei sapori che rende la nostra cucina riconosciuta e amata in tutto il mondo. Questo riconoscimento valorizza l'immenso lavoro del nostro settore”.
Edoardo Bertella è portavoce di Villa Dea Terrace Bistrot: "La cucina italiana è patrimonio UNESCO. Per noi lo è da sempre: è il patrimonio della nostra famiglia, la radice da cui nasce ogni piatto e ogni scelta di Villa Dea. È questo che ci rende diversi: qui niente è costruito, qui tutto nasce da una storia vera, da persone vere, da una famiglia che da oltre quarant’anni vive il gusto e l’ospitalità. Custodiamo questa eredità ogni giorno, interpretandola in modo sincero e contemporaneo, per dare nuova vita a una villa che merita di tornare a essere un riferimento per Biella. Villa Dea è questo: la nostra storia che continua, e che oggi trova nel riconoscimento UNESCO un motivo in più per essere onorata".
"Per capire bene in che termini sia stato dato questo riconoscimento dovrei leggerne la motivazione e non sono ancora riuscito a farlo - commenta Sergio Vineis, chef patron de Il Patio di Pollone - . Certamente ovunque c'è molto entusiasmo per questo, che forse ha frainteso un po' il suo senso, non penso si tratti di riconoscere la cucina gourmet, piuttosto che i prodotti o l'osteria. Mi immagino si tratti per lo più di un riconoscimento dell'identità della cucina italiana, ed veramente bello che abbia ottenuto una certificazione prestigiosa come questa. E' certamente motivo di orgoglio, anche per noi che siamo nel settore".
A commentare il grande traguardo anche Nicolò Benna, il giovane titolare della pizzeria Acqua e Farina di Biella: “Sono davvero molto fiero e orgoglioso di essere italiano. Ho visitato angoli di mondo ma la cucina italiana è davvero al top in molte sue componenti. Ciò che mi rende orgoglioso è quello di guidare un locale dove viene realizzato il piatto italiano per eccellenza: la pizza. Dopo un simile riconoscimento mi impegnerò ancor di più, come ristoratore, ad aumentare il livello della nostra cucina.























