È stato presentato oggi pomeriggio presso la Questura di Biella il nuovo percorso di collaborazione tra Polizia di Stato e Banca Sella, nato per contrastare in modo più efficace le truffe ai danni dei correntisti. L’iniziativa coinvolge i direttori e gli operatori di filiale, fornendo strumenti e competenze per individuare tempestivamente operazioni sospette e proteggere soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.
Bucarelli: “Un fenomeno in crescita che mette a rischio i risparmi e la stabilità delle famiglie”
Il Questore di Biella, Delia Bucarelli, ha richiamato l’attenzione sulla dimensione del problema: "I dati confermano un incremento costante dei fenomeni truffaldini e delle somme sottratte. Quando parliamo di perdite da centinaia di migliaia di euro, parliamo di famiglie che vedono svanire i risparmi di una vita, spesso accumulati dai genitori o dai nonni. Non è soltanto un danno economico: il rischio è quello di innescare situazioni di fragilità e disgregazione familiare".
Il questore ha ricordato le numerose campagne di prevenzione già realizzate: "Negli anni abbiamo lavorato con farmacie, parrocchie e amministratori di condominio. Tuttavia, il momento decisivo resta spesso quello in cui le vittime si presentano in banca: lo sportello rappresenta l’ultimo presidio in grado di intercettare un’operazione sospetta".
Da qui la necessità di una formazione mirata: «Questa iniziativa ci permette di consolidare una rete stabile, grazie anche a dieci incontri con i direttori delle filiali. Per la Polizia di Stato è fondamentale essere presenti vicino ai cittadini, ovunque e in qualunque momento, confrontandoci sulle esperienze raccolte e orientando di conseguenza le attività preventive".
Il progetto, sviluppato attraverso la collaborazione tra la Polizia di Stato, la Polizia Cibernetica e la struttura antifrode di Banca Sella, nasce da un lavoro di analisi condivisa sulle dinamiche ricorrenti nelle truffe più frequenti.
Gli investigatori hanno raccolto e sistematizzato casistiche, comportamenti-tipo e indicatori utili per riconoscere operazioni anomale. Queste informazioni sono state messe a disposizione degli operatori bancari per supportarli nell’intercettare tempestivamente segnali di rischio allo sportello.
Esposito COSC (Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica): “Tecniche di raggiro sempre più sofisticate, dall’IA ai deepfake”
Assunta Esposito, Dirigente del COSC Piemonte e Valle d’Aosta, ha illustrato il ruolo della componente tecnologica nelle nuove truffe: "Si tratta di un progetto al quale attribuiamo grande valore, perché la prevenzione si fonda innanzitutto sulla conoscenza approfondita dei fenomeni e delle minacce che affrontiamo quotidianamente. Negli ultimi tempi stiamo registrando un’evoluzione significativa delle tecniche di raggiro, comprese quelle che sfruttano l’intelligenza artificiale".
Esposito ha evidenziato in particolare la diffusione di manipolazioni digitali avanzate: "Assistiamo alla circolazione di contenuti alterati: deepfake utilizzati per attribuire falsi consigli di investimento persino a figure istituzionali. È una delle sfide più attuali e richiede un aggiornamento continuo delle competenze degli operatori".
Crivellari: “Collaborazione pubblico–privato determinante per proteggere i clienti”
Il programma formativo coinvolgerà 380 collaboratori e i direttori delle filiali del gruppo.
Luca Crivellari, responsabile sicurezza antifrode di Banca Sella, ha ribadito l’importanza della sinergia con le istituzioni:
"Il nostro obiettivo è tutelare i clienti attraverso un lavoro coordinato e coerente con quanto viene realizzato dalla Polizia di Stato. La collaborazione tra pubblico e privato rappresenta l’elemento decisivo per contrastare reati che evolvono con grande rapidità, seguendo le nuove tecnologie utilizzate dai truffatori".
Ha inoltre aggiunto: "La prevenzione, per sua natura, non produce risultati immediati, ma costituisce lo strumento più efficace per ridurre l’impatto delle frodi e proteggere il patrimonio dei cittadini".
Le truffe più diffuse: falsi investimenti e finto poliziotto
Nel corso dell’incontro sono state richiamate le due principali tipologie di truffe oggi più ricorrenti:
Falsi investimenti e trading online, con promesse di guadagni elevati in tempi molto rapidi: una delle frodi più dannose e insidiose.
Finto poliziotto o carabiniere, una truffa particolarmente aggressiva in cui i criminali si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine e convincono la vittima a trasferire l’intero saldo del proprio conto “per motivi di sicurezza”.
In questi casi, il fattore umano è determinante: l’operatore di sportello, conoscendo questi schemi, può cogliere segnali di allarme fondamentali. Le vittime, spesso agitate o spaventate, tendono infatti a non riferire nulla a chi hanno di fronte.
Le truffe bancarie e digitali sono considerate reati trasversali, perché riguardano fasce di popolazione molto diverse tra loro, pur colpendo in modo particolare gli anziani. Solo nell’area di Torino, come ricordato durante l’incontro, l’ammontare sottratto con queste tecniche ha raggiunto i 10 milioni di euro. Il progetto consentirà anche di confrontare le dinamiche tra frodi online e truffe commesse di persona, così da individuare connessioni utili per aggiornare costantemente i protocolli di prevenzione.