La scorsa settimana si è svolta la conferenza di servizi dedicata alla situazione del torrente Oremo, con un sopralluogo tecnico nell’area dove lo scorso giugno è stato realizzato il ponte bypass, costruito in emergenza dopo i danni provocati dagli eventi di maltempo di aprile che avevano reso inutilizzabile il vecchio ponte.
Durante l’incontro, tutte le amministrazioni coinvolte hanno espresso parere favorevole al progetto di ricostruzione predisposto dalla Provincia di Biella, ad eccezione della Soprintendenza, che ha chiesto di mantenere l’arcata superstite della precedente struttura.
“La Soprintendenza – spiega il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo – non ha espresso un parere contrario a prescindere, ma ha richiesto che nella valutazione progettuale venga conservata l’arcata rimasta in piedi. Questo, però, comporta una modifica completa del nostro progetto, con un inevitabile aumento dei costi e un allungamento dei tempi.”
Il progetto originario, finanziato con fondi straordinari della Protezione Civile nazionale per circa un milione di euro, rischia dunque di essere rivisto da capo.
“Realizzare il nuovo ponte a monte significherebbe deviare la strada, modificare i piani regolatori dei Comuni su cui insisterebbe la nuova strada, Biella e Occhieppo Superiore, nonché ritardare i tempi in modo indefinito,” aggiunge Ramella Pralungo. “Inoltre, lasciare in piedi il vecchio ponte danneggiato creerebbe un problema di sicurezza: in caso di nuove criticità, l’arcata potrebbe crollare e compromettere anche la nuova struttura.”
A rendere il quadro più complesso, c'è anche il parere della Regione Piemonte che dal punto di vista idraulico ha vietato il mantenimento del pilone centrale nel torrente. La conferenza di servizi si è quindi chiusa senza un parere unanime.
Per sbloccare la situazione, la Provincia ha deciso di muoversi su tre fronti paralleli.
“Abbiamo dato mandato agli uffici di procedere in tre direzioni – spiega Ramella Pralungo –. Primo: chiedere all’Ispettorato regionale della Soprintendenza l’autorizzazione per l’abbattimento del pilone. Secondo: trasmettere gli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che potrà decidere quale parere deve prevalere in quanto come prevede una norma specifica, qualora vi siano enti che non esprimono un parere unanime, è questo organo competente a decidere quale parere deve prevalere. Terzo: avviare la progettazione alternativa per un ponte che sorvoli completamente quello attuale.”
Il presidente ribadisce la necessità di non lasciare il territorio in attesa: “Non possiamo permetterci di restare fermi, né lasciare i residenti della valle in una situazione indefinita. Se non arriverà una decisione chiara dalle autorità competenti, procederemo con la soluzione alternativa, al terza, anche se speriamo di non doverci arrivare. Lo abbiamo già dimostrato: quando serve agire, la Provincia lo fa, come è avvenuto in tempi rapidi con la realizzazione del ponte by pass”
































