«Soul of the Mountain - L’anima della montagna», arte contemporanea, musica classica e cultura alpina nei rifugi e nei luoghi simbolo del Cai Biella: si profila ricca di eventi l’estate della montagna biellese e valdostana, quella frequentata dai biellesi e che più sentono loro.
La marmotta della Cracking Art
È una marmotta colorata, realizzata con plastica rigenerata, a segnare l’inizio del viaggio. E non è una marmotta qualunque: è quella del celebre collettivo internazionale Cracking Art, che ha scelto le Alpi biellesi e valdostane e i rifugi del Cai Biella per lanciare un messaggio di alleanza tra uomo, natura e arte. La marmotta - animale simbolo delle praterie d’alta quota - parte dalla città per risalire i sentieri, trasformandosi in sentinella delle terre alte. Una è già visibile all’ingresso della mostra «K2, una storia lunga cent’anni» al Lanificio Maurizio Sella, un’altra si è installata nella sede del Cai Biella, proprio accanto al busto del fondatore Quintino Sella. Un’immagine ironica e potente, che anticipa una visione più profonda: la montagna come luogo culturale e di relazione, ponte tra epoche, linguaggi e comunità.
In queste settimane, le marmotte raggiungeranno i quattro rifugi Cai Biella: il Delfo e Agostino Coda, in Valle Elvo, l’Alfredo Rivetti in Valle Cervo, il Vittorio Sella nella magica conca del Lauson, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, e il Quintino Sella al Felik, sul Monte Rosa. Essere diventeranno parte di un’azione artistica ambientale che dialoga con la natura e con chi la attraversa.
È l’inizio di «Soul of the Mountain - L’anima della montagna», il programma culturale ideato dal Cai Biella, che porta musica, arte e memoria nei luoghi simbolo dell’alpinismo biellese. Ed è al Quintino Sella al Felik che la marmotta della Cracking Art potrebbe trovarsi davvero a casa. Già perché il collettivo Cracking Art ha deciso di popolare il suo già ricco zoo di animali colorati con il simpatico roditore alpino dopo che venne trovato, nel 2024, un esemplare di marmotta preistorica, risalente a 6600 anni fa, tra i ghiacci del Lyskamm sul Monte Rosa.
La musica in vetta con l’Oropa Music Festival e la festa per i 90 anni del rifugio Rivetti
Accanto all’arte contemporanea, la musica classica risuona tra rocce e silenzi. Grazie alla rinnovata collaborazione con l’Oropa Music Festival, diretto da Federico Gad Crema, sono in programma tre concerti unici nei rifugi alpini.
Il progetto, dal titolo evocativo «Soul of the Mountain | Musica in vetta», vedrà protagonisti giovani talenti internazionali formatisi presso le più importanti accademie musicali europee.
Il 19 e 20 luglio al Rifugio Coda, Flavio Serafini, flautista, proporrà due momenti musicali. Il primo al tramonto, alle 19 del sabato e il secondo al mattino, domenica, alle 8. Sarà un dialogo intimo tra lo strumento e il paesaggio.
Il 26 e 27 luglio, al Rifugio Vittorio Sella, sarà la volta di Ilaria Polese, che con la sua viola, renderà ancora più magico il contesto ambientale della conca del Lauson. Anche in questo caso la musicista si esibirà al tramonto e all’alba. Sono questi i momenti in cui natura e uomo forse sono più connessi tra loro.
Il 30 e 31 agosto, al Rifugio Rivetti, si terrà l’ultimo concerto, affidato a Pietro Genova Gaia, violinista. Come per i precedenti concerti, lo si potrà ascoltare al tramonto e al sorgere del sole.
Proprio il weekend 30-31 agosto coinciderà con i festeggiamenti per i 90 anni del Rifugio Rivetti, costruito nel 1935: una ricorrenza simbolica che rende ancora più intensa l’esperienza.
«Soul of the Mountain è un’esperienza sensoriale unica - commenta Federico Gad Crema -. Coniuga la bellezza della musica classica con la potenza della natura alpina. È una forma di ascolto immersivo, che riporta la musica alle sue origini rituali e comunitarie».
Una montagna che accoglie i linguaggi della contemporaneità
Il progetto è sostenuto da Fondazione Cassa di risparmio di Biella (nell’ambito del bando CulturHUB) e dal Consiglio Regionale del Piemonte. «Siamo felici di supportare Soul of th Mountain - dichiara il presidente della Fondazione Michele Colombo-. Il Cai Biella ha creato un’inedita contaminazione tra linguaggi: l’arte pop della Cracking Art, la musica colta, la memoria alpinistica. È un modo per far dialogare città e montagna, che a Biella sono intimamente legate: dove finisce la pianura, cominciano subito boschi, alpeggi, sentieri».
Il presidente del Cai Biella, Andrea Formagnana, sottolinea: «Crediamo profondamente nel valore della cultura. La presenza delle marmotte nei nostri rifugi, così come la musica classica ad alta quota, parlano a pubblici diversi, con linguaggi diversi. Ci piace l’immagine - forse irriverente ma non per questo meno vera - della marmotta Cracking Art che sembra dialogare con Quintino Sella. Sullo sfondo compare un quadro realizzato dai ragazzi che frequentano con noi un progetto di montagna terapia rivolto a chi ha problemi di natura psichica. È il simbolo di un Cai che tutela l’ambiente ma sa anche essere ottimista sul futuro, sulla capacità dell’uomo di trovare soluzioni per vivere in sintonia con la montagna. Una montagna che deve essere un ambiente inclusivo e spazio di libertà. Una montagna, la nostra, fortemente antropizzata e che senza l’uomo perderebbe di quel significato che tanto ce la fa amare».
La mostra sul K2: storia, immagini e futuro
Nell’ambito di «Soul of the Mountain», è visitabile fino al 14 settembre la mostra K2, una storia lunga cent’anni, allestita allo Spazio espositivo del Lanificio Maurizio Sella (Via Corradino Sella 10, Biella), parte della VI edizione del festival Viaggio. Orizzonti, frontiere, generazioni. Una mostra realizzata grazie alla preziosa collaborazione e supporto, oltre che di Fondazione CrB con CulturHUB, di Fondazione Sella, Stile Libero e Gruppo Sella.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni. Si inizia con le fotografie di Vittorio Sella, realizzate durante la spedizione del 1909 con il Duca degli Abruzzi e si arriva alla documentazione della spedizione Cai Biella 2024, con Gian Luca Cavalli, Tommaso Lamantia, Matteo Sella, Donatella Barbera, Cesar Rosales, Dario Reniero.
Hanno un valore documentale, infine, le immagini di Pietro Sella, realizzate la scorsa estate, che ritraggono gli stessi scorci del 1909 per evidenziare il cambiamento drammatico dei ghiacciai.
Una marmotta accoglie i visitatori anche qui, a ricordare che il futuro della montagna riguarda tutti, e che arte, musica e cultura possono aprire nuovi sentieri di consapevolezza.
Qui tutte le informazioni necessarie per la Mostra sul K2, i tre concerti, e dove poter vedere le marmotte firmate Cracking Art.
La mostra “K2. Una storia lunga cent’anni” è al Lanificio Maurizio Sella, Biella dal 31 maggio al 14 settembre 2025. Apertura: sabato, domenica e 15 agosto | ore 10:00 – 19:00. Ci saranno aperture speciali comunicate dal Cai Biella. Info: www.associazionestilelibero.org | www.palazzoferrero.it
I rifugi coinvolti dalla rassegna musicale dove si potranno ammirare le marmotte colorate sono: Coda, Rivetti e Vittorio Sella.
Per info e prenotazioni chiamare direttamente in rifugio. I soci Cai Biella indichino l’appartenenza sezionale. Qui i siti internet: rifugiocoda.it rifugiorivetti.com rifugiosella.com.
Date concerti: 19 e 20 luglio CODA, 26 e 27 agosto VITTORIO SELLA, 30 e 31 agosto RIVETTI.
Installazioni Cracking Art attive fino a chiusura stagionale dei rifugi in tutti i rifugi, anche al Quintino Sella al Felik (rifugioquintinosella.com).