EVENTI - 11 luglio 2025, 07:50

Artigiani in assemblea: Confartigianato Piemonte espone le priorità per uscire dalla crisi

Si conferma il presidente Giorgio Felici, fino al 2028.

Artigiani in assemblea: Confartigianato Piemonte espone le priorità per uscire dalla crisi.

Il 7 luglio si è svolta a Torino, presso il Museo Nazionale dell’Automobile, l’Assemblea pubblica di Confartigianato Imprese Piemonte. L’iniziativa, dal titolo “Oltre la crisi: le parole degli artigiani”, ha riunito esponenti del mondo politico, economico e imprenditoriale per discutere le difficoltà che colpiscono il sistema delle micro e piccole imprese e le proposte avanzate dall’associazione.

Dopo i saluti istituzionali, sono intervenuti il presidente regionale Giorgio Felici, il presidente nazionale Marco Granelli, il ministro Paolo Zangrillo, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’economista Carlo Cottarelli. Ha moderato il confronto Giuseppe Bottero, vicedirettore de La Stampa.

Il luogo scelto per l’evento è stato presentato come emblema di un settore, quello dell’automotive, un tempo trainante e oggi messo in discussione da una transizione che stenta a prendere forma. Il comparto registra un aumento del 127% nella cassa integrazione in un anno, mentre pesa il rallentamento della Germania, l’incertezza legata al Green Deal e l’andamento del mercato dei veicoli elettrici. Gli effetti ricadono su tutta la filiera artigiana, inclusi i fornitori e le aziende legate alla produzione di acciaio, come l’ex Ilva.

Confartigianato ha tracciato un quadro critico del contesto economico. Le imprese artigiane devono fare i conti con l’inflazione, i costi energetici, la difficoltà di accesso al credito e un sistema burocratico ritenuto opprimente. Il saldo delle imprese artigiane nel 2024 è negativo per 578 unità, mentre le imprese giovanili sono diminuite di oltre 8.700 in dieci anni.

La questione energetica è considerata strategica. Secondo le stime, i maggiori costi sostenuti dalle imprese italiane nel 2025 ammonteranno a 137 miliardi di euro. Anche il credito rappresenta una barriera: le piccole imprese sostengono un TAE medio dell’8,96%, contro il 6,42% delle medie e grandi aziende.

Il tema dell’export preoccupa per gli effetti delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Confartigianato chiede l’avvio di un piano regionale per tutelare le produzioni d’eccellenza. In ambito fiscale e amministrativo, viene proposta una semplificazione radicale: una sola istanza, una sola piattaforma, un solo controllo.

Durante l’assemblea, Giorgio Felici ha avanzato alcune richieste precise. Tra queste, la re-istituzione di un assessorato regionale all’Artigianato per attuare politiche dedicate, bandi su misura e salvaguardia del patrimonio produttivo diffuso. È stata ribadita la necessità di un nuovo modello di finanza a sostegno delle imprese, con garanzie rafforzate e strumenti agili.

Nel settore dell’energia, si invocano misure di compensazione a breve termine e investimenti sulle rinnovabili, con uno sguardo rivolto anche alle tecnologie nucleari di nuova generazione. Centrale, infine, il tema del lavoro: il divario tra domanda e offerta di competenze tecniche va colmato rafforzando il collegamento tra imprese e sistema formativo.

«Non servono pacche sulle spalle», ha dichiarato Felici in chiusura. «Difendere l’artigianato significa dare stabilità e futuro a un’intera economia».

G. Ch.