Credo che tutti i biellesi in questi giorni abbiano notato quante piante si presentino con le foglie ridotte alle sole nervature per l’azione di piccoli coleotteri che le rosicchiano. Popillia japonica Newman è il nome di questo scarabeide che già da alcuni anni è presente nella nostra provincia. Sfortunatamente si tratta di un animale estremamente polifago e altrettanto prolifico.
Ogni femmina fecondata depone diverse decine di uova nel terreno da cui escono l’anno successivo le larve che si nutrono delle radici delle piante erbacee provocando gravi danni a prati. Gli adulti compaiono dalla seconda metà di giugno e come si può notare colpiscono più di trecento diverse specie vegetali preferendone alcune come i susini che vengono completamente defogliate. Purtroppo l’apice della presenza dell’insetto si prevede per la prossima settimana; successivamente dovrebbero calare anche se, come ho potuto vedere personalmente, gli accoppiamenti si protraggono fino ai primi di settembre.
Tutti gli interessati, agricoltori, hobbisti, amministratori locali si chiedono come intervenire, come salvare le proprie piante. Purtroppo la situazione è grave e le armi sono spuntate. Usando i prodotti consentiti e consigliati dalla Regione Piemonte si è notato che a fronte di una buona efficacia delle molecole, la reinfestazione dai terreni circostanti azzera i vantaggi. Le trappole a feromone che in molti si sono affrettati ad acquistare appagano la soddisfazione con catture significative; ma non garantiscono che l’attrazione non sia invece un invito a pranzo.
L’esperienza del frutteto sperimentale dell’IIS Gae Aulenti dove lavoro testimonia che accettabili risultati si ottengono con la difesa tramite reti anti insetto. Sono costose e richiedono manodopera, ma proprio stamattina con i colleghi abbiamo potuto notare un controllo sufficiente del fitofago. I viticoltori del Biellese orientale già dall’anno scorso hanno provveduto a rivestire i loro filari con reti che proteggono i grappoli lasciando sfogare gli insetti sulle estremità dei tralci meno importanti per la produzione. Un altro esempio viene da vivaisti e Garden center che si sono affrettati a chiudere le loro esposizioni in parallelepipedi di rete fitta fitta. Mi rendo conto che non è un intervento alla portata dei numerosi appassionati per hobby, ma fino a quando non si troverà un limitatore naturale magari proveniente dai paesi d’origine dello scarabeide non potremo che intervenire in modo palliativo.
Ricordo ai lettori le linee guida della Regione Piemonte rintracciabili a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-fitosanitari-pan/lotte-obbligatorie-coleottero-scarabeide-giappone-popillia-japonica-newman.