Ci siamo: domani, mercoledì 18 al via l'esame di Maturità, l'ultimo atto delle superiori per i ragazzi che dal prossimo sceglieranno di proseguire gli studi o di entrare nel mondo del lavoro. La prima prova sarà il tema, uguale per tutti. In tutto sono 1.173 i maturandi che siederanno sui banchi nelle scuole della Provincia di Biella, così suddivisi: Iis “G. e Q. Sella” 186; IIs “E. Bona” 145; IIs “Gae Aulenti” 178; Liceo del Cossatese e Vallestrona 121; Liceo “A. Avogadro” 231; Itis “Q. Sella” 291 e a questi se ne aggiungono 21 provenienti da scuole paritarie.
La notte prima degli esami è un momento carico di emozioni, una sorta di rito collettivo che ogni anno coinvolge centinaia di studenti in procinto di affrontare la tanto temuta maturità. Anche se in teoria dovrebbe essere dedicata al riposo e a un ultimo ripasso tranquillo, nella pratica molti ragazzi scelgono di viverla in maniera diversa, trasformandola in un’occasione speciale, fatta di riti, tradizioni, paure condivise e momenti che resteranno impressi nella memoria.
Tra i giovani è ormai abitudine ritrovarsi con i propri compagni di classe o con gli amici più stretti, spesso gli stessi con cui si è condiviso l’intero percorso scolastico. Questi incontri, che possono nascere spontaneamente anche all’ultimo momento, hanno un significato profondo: diventano spazi in cui sfogare l’ansia, raccontarsi le paure, scherzare per alleggerire la tensione e, soprattutto, darsi forza a vicenda. In sottofondo, quasi sempre, si sente risuonare la voce di Antonello Venditti con la sua intramontabile “Notte prima degli esami”, canzone simbolo di questo momento che, anno dopo anno, continua a unire generazioni diverse di studenti. Cantata a squarciagola o ascoltata in silenzio, rappresenta l’essenza di quella notte sospesa tra passato e futuro.
In alcuni casi, si organizzano falò o feste all’aperto. Questi momenti celebrano simbolicamente la fine di un ciclo: l’adolescenza lascia spazio alla vita adulta, tra sogni da realizzare e nuove strade da intraprendere. Altri ancora scelgono invece la via più conviviale della pizza o della cena di classe, un’occasione per salutarsi, scambiarsi abbracci, raccontare ricordi, scattare foto da conservare e brindare al traguardo raggiunto.
Ci sono poi quelli che decidono di rimanere svegli tutta la notte. Alcuni lo fanno per scelta, perché vogliono godersi fino in fondo le ultime ore “da studenti”, altri sono semplicemente troppo agitati per riuscire a dormire. C’è chi ne approfitta per un ripasso dell’ultimo minuto, chi si limita a parlare, ridere, pensare in cui si mischiano timori e speranze. Al contrario, altri ragazzi preferiscono vivere questa notte in modo più intimo e tranquillo. Spegnere il telefono, staccare dai social, ritagliarsi uno spazio di silenzio per concentrarsi su sé stessi e trovare un po’ di pace può essere un modo altrettanto valido per affrontare il “grande giorno” con lucidità.
In qualunque modo venga vissuta, questa notte è un concentrato di emozioni contrastanti: agitazione, entusiasmo, malinconia, sollievo, aspettativa. È un momento che segna la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Per molti, resterà un ricordo indelebile, sospeso nel tempo, in bilico tra la paura e il desiderio di poter vivere la propria vita.