Di seguito il discorso del Colonnello Marco Giacometti, Comandante provinciale di Biella pronunciato in occasione della Festa dell'Arma in piazza Duomo che si è svolta ieri giovedì 5 giugno.
"Buonasera e benvenuti a tutte ed a tutti! Grazie, per aver voluto essere qui con noi, alla nostra “Festa dell’Arma”, che ricorda la fondazione dei Carabinieri e che quest’anno, nel 200° anniversario, è davvero una grande festa perché, per la prima volta nella storia del Comando Provinciale di Biella, la celebriamo fuori dalla nostra caserma, tra la gente, in questa bellissima piazza.
Essere qui, e vedere così tante persone intorno a noi, è motivo di particolare gioia, dà un ulteriore valore a questa giornata, simboleggia perfettamente il legame profondo tra l’Arma e la “nostra” gente, quella che serviamo, in quel servizio che è il senso profondo del nostro essere Carabinieri. L’ho detto l’anno scorso e mi ripeto volentieri, il Carabiniere è un cittadino che ha speciali poteri, non privilegi, e che ha, soprattutto, particolari doveri verso i propri concittadini. Ed allora mi sia consentito invertire il cerimoniale rivolgendo, in primis, un affettuoso saluto ad alcuni cittadini, quelli in cui tutti noi poniamo le nostre migliori speranze, ossia i giovani, ed in particolare le studentesse e gli studenti delle scuole di Biella che, rispondendo al nostro invito, sono qui presenti nonostante l’orario, accompagnati dai loro dirigenti ed insegnanti, e cioè quelli: della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo San Francesco d’Assisi; dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale Eugenio Bona alcuni dei quali, in una bella collaborazione iniziata l’anno scorso, stanno anche realizzando delle riprese della cerimonia, ed ancora, prima di riprendere il protocollo, rivolgo un saluto speciale ai responsabili, agli educatori, ed ai pazienti delle Comunità Terapeutiche per le dipendenze “AISE” di Caprile ed “Il Punto” di Biella, che si occupano di cittadini con storie difficili, caduti vittima del flagello della tossicodipendenza e che, in molti casi, hanno dei debiti con la società, e che magari in passato vedevano nel Carabiniere un nemico. Oggi invece provano, grazie allo straordinario impegno ed alla professionalità di queste strutture, a riscattare le proprie vite, e noi come Carabinieri gli siamo vicini, come recita un antico scritto di attribuzione incerta, il cui autore dice di aver visto il Carabiniere, cito: “soccorrere i prigionieri colla devozione della sorella di carità” e “dopo le lotte, curare i feriti come il medico”, essendo insieme “la legge che difende e che colpisce”.
Rivolgo quindi un rispettoso saluto alle autorità presenti, cominciando dal Signor Prefetto della Provincia di Biella. Un saluto ed un grazie di cuore al Sindaco di Biella, che ha immediatamente accolto con entusiasmo la mia proposta di svolgere qui in Piazza la nostra festa. Con lui saluto tutti gli altri Sindaci della Provincia, sempre a noi particolarmente vicini. Saluto il Vice Presidente della Regione ed il Presidente della Provincia, che quest’anno condivide con noi un importante anniversario: la Provincia di Biella, e quindi il nostro Comando Provinciale, festeggiano il proprio trentennale.
Gli anniversari, specie se “tondi”, sono importanti, e per questo abbiamo voluto celebrarlo con una serie di iniziative, insieme alla nostra Associazione Nazionale Carabinieri, la cui Sezione di Biella festeggia quest’anno il proprio centenario! Approfitto quindi per salutarli e ringraziarli del bellissimo lavoro che stiamo facendo insieme ed in particolare per la loro presenza stasera, con il loro labaro, insieme alle altre Sezioni della Provincia, ma soprattutto con i loro volontari che ci hanno aiutato ad allestire e a gestire questa 3 cerimonia, dimostrandoci ancora una volta che “una volta Carabiniere, per sempre Carabiniere”.
Dicevo delle iniziative per queste ricorrenze, che realizzeremo grazie al supporto ed al patrocinio del Comune di Biella, della Provincia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e dell’Unione Industriale Biellese, di cui saluto i Presidenti, e delle quali potete vedere i dettagli nel pieghevole che avete trovato al vostro posto. In particolare, avremo il piacere di ospitare, il 20 settembre, la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia di Milano, che sfilerà nel centro della città e terrà poi un concerto al teatro Odeon, aperto a tutta la cittadinanza, eseguendo alcuni brani insieme ad un allievo della prestigiosa Accademia Perosi, di cui saluto il Direttore. Una serie di eventi in “rosso e blu”, i nostri colori istituzionali, quelli che vedete in questa piazza ed in particolare nei pennacchi dei militari in Grande Uniforme Speciale, il rosso a indicare l'amore ardente, il coraggio ed il sacrificio, il blu a simboleggiare la fedeltà, la giustizia, l'amor di Patria ed il valore militare. Sono i valori in cui hanno creduto, in particolare, i nostri caduti, che abbiamo onorato poco fa nella nostra caserma, ed a cui rivolgo il mio deferente omaggio, in particolare, quest’anno, nel 110° anniversario, ai caduti della Battaglia del Podgora, durante la Prima Guerra Mondiale. Proprio per il valore dimostrato in quel conflitto, il 5 giugno 1920 la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, e da allora la data del 5 giugno venne scelta per celebrare l’anniversario di fondazione dei Carabinieri. Sono gli stessi valori che, ancora oggi, rappresentano la nostra bussola etica e tra questi voglio sottolineare, soprattutto, la militarità, la condizione che ci accompagna da più di due secoli di storia. Una condizione che, come ribadito anche dal nostro Comandante Generale, è presupposto imprescindibile del nostro modo di essere e vero motore della nostra complessa struttura 4 organizzativa. Il Carabiniere, infatti, costituisce una specialissima fusione di cittadino, operatore di polizia e militare che, nel panorama delle istituzioni della Repubblica, vive una condizione del tutto peculiare ma ancora oggi pienamente attuale: una condizione che ricerca nel valore del sacrificio, nell’obbedienza derivante dalla consapevole accettazione della disciplina militare, nella pratica del dovere, il modo più autentico per realizzare il proprio diritto alla cittadinanza. Una condizione che – in estrema sintesi – è cultura dell’essere, più che dell’apparire.
Questi sono i valori che animano anche i Carabinieri che vedete questa sera in questa Piazza, che rappresentano tutti i Carabinieri, donne ed uomini, territoriali e forestali, che operano nella Provincia di Biella. Care e cari Carabinieri: nella complessità, incessantemente mutevole, della società in cui oggi viviamo, la “società liquida” come dice Bauman, nel caos di sollecitazioni sempre diverse, se volete continuare a costituire un solido riferimento per i cittadini, non dovete rincorrere il successo e l’apparenza, ma dovete essere persone di valore, applicandovi con coscienza ed umiltà ai problemi quotidiani dei cittadini!
E nei momenti di sconforto che possono capitare, a voi, ad un vostro collega, od anche ad un vostro superiore, ricordatevi la meravigliosa frase di Sam Gamgee, il più umile personaggio di quella saga straordinaria ed eroica che è la Trilogia del “Signore degli Anelli” di JRR Tolkien, quando dice “C’è del buono in questo mondo, padron Frodo: è giusto combattere per questo!”. A voi esprimo il mio orgoglio di Comandante per come interpretate ogni giorno il vostro ruolo, ed alcuni di voi tra poco riceveranno dei riconoscimenti, ma il più bel riconoscimento per un Carabiniere rimane sempre il “grazie” dei semplici cittadini.
Ed allora chiedo a tutti i presenti di voler far sentire ai vostri Carabinieri questo “grazie” facendo loro con un grande applauso. ….. Grazie.
Parlando di valori porgo quindi un saluto rispettoso, ed affettuoso, al Vescovo di Biella, a tutti i sacerdoti presenti, ed ai rappresentanti delle altre confessioni religiose, buddista, ebraica e musulmana. Saluto i rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari e quelli di tutte le associazioni combattentistiche e d’Arma presenti, con cui appunto ci lega la nostra militarità. Consentitemi un saluto particolare all’Associazione Nazionale Alpini, che ha “gentilmente” imbandierato questa Piazza rendendola ancora più bella, e che ha fatto vivere quest’anno un momento storico e straordinario non solo alla città di Biella, ma anche al nostro Comando, consentendoci di misurarci con un impegno che non aveva precedenti e che ci ha fatto crescere.
Nel nostro servizio non siamo però soli né certo potremmo esserlo. Operiamo infatti nel contesto dell’architettura funzionale offerta dal modello di coordinamento delle Forze di polizia, nazionali e locali, un sistema di sicurezza concepito dalla legge 121 del 1981, divenuto una solida piattaforma che ha fatto del pluralismo delle Forze di polizia un moltiplicatore di efficienza. Un sistema che ha dimostrato la sua efficacia proprio durante l’Adunata e che vede nel Prefetto, a livello provinciale, la sua mirabile sintesi. Ne approfitto per rinnovare il saluto e il mio più sincero ringraziamento a Lei, Dottoressa SCALFARO, per la Sua autorevole e sollecita azione di guida, per me di grande aiuto nell’esercizio della delicata funzione di Comandante. E quindi un saluto ed un abbraccio ai colleghi, ed amici, il Questore Dottoressa BUCARELLI ed il Comandante della Guardia di Finanza, Colonnello MARAGONI, e per loro tramite a tutti i loro poliziotti e finanzieri. Saluto cordialmente i colleghi della Polizia Penitenziaria, i Vigili del Fuoco, le polizie locali presenti 6 con un grazie particolare alla Polizia locale di Biella ed al suo Comandante per il servizio svolto oggi per questa festa. La nostra attività di polizia, che è anche servizio alla Giustizia, non potrebbe poi prescindere dall’azione di guida, attenta e puntuale, dell’Autorità Giudiziaria, per cui saluto e ringrazio il Procuratore della Repubblica di Biella, Dottor CRUPI ed i sostituti procuratori presenti. Un saluto ed un ringraziamento agli organi di stampa, che quotidianamente ci consentono di informare i cittadini sulla nostra azione, e a nostra volta essere informati su quanto accade e sulle istanze della cittadinanza. In particolare ringrazio Retebiella TV e Newsbiella.it che stanno trasmettendo in diretta questa cerimonia e ci consentono così di raggiungere anche quei cittadini che non hanno potuto essere qui fisicamente. Un caro saluto ed un sentito ringraziamento a tutti coloro che ci hanno aiutato ad organizzare questa cerimonia, in particolare gli amici della Protezione Civile, della Coldiretti e dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Aggiungo anche un grazie davvero di cuore a tutti i miei collaboratori che hanno permesso di realizzare questa festa, con passione ed impegno e con le difficoltà di una “prima volta”, non li nomino non perché dimenticherei qualcuno, li ricordo bene, ma perché sono tanti e so che non vorrebbero essere citati per nome.
Dicevo che non siamo soli nel nostro operare quotidiano. Oltre ai colleghi delle altre Forze di Polizia, sono al nostro fianco i cittadini, quelli che si rivolgono quotidianamente alle nostre Stazioni, alle nostre pattuglie, o al 112, per segnalare situazioni sospette, persone in pericolo, reati in corso, e che ci forniscono preziose informazioni e tanti aiuti piccoli e grandi. Senza di loro potremmo fare molto, molto di meno. Ed è per questo che oggi ho voluto invitare qui 7 alcuni cittadini che ci hanno fornito un supporto particolarmente significativo. È qui stasera Matteo FLORIS, direttore de “La nuova provincia di Biella”, che prego di alzarsi. Dopo aver ricevuto in redazione una raccomandata da parte di un uomo dalla quale emergevano intenti suicidi, ha immediatamente contattato la Stazione di residenza di quest’ultimo, in provincia di Vercelli. Grazie anche ad alcuni preziosi dettagli fornitici, ne è nata una ricerca frenetica che ha permesso alle nostre pattuglie di individuarlo e raggiungerlo nel parcheggio di un centro commerciale a Biella, prima che potesse farsi del male. Non ha potuto essere con noi invece Genziana TAMBÈ, dipendente di Banca Intesa, ma sono con noi, e li prego di alzarsi, Francesca LUCENTE, Sabrina MORA e Davide REGIS, dipendenti di Banca Sella, nonché Daniela NECULCEA, badante del Sig. Gianni (che ha voluto anche lui essere presente stasera!), che ci hanno segnalato, ed hanno così sventato, dei tentativi di truffa in danno di persone anziane o fragili. Da questi episodi, e grazie alla particolare sensibilità di Banca Sella che ringrazio, in particolare il Dott. COANA ed il Dott. CRIVELLARI, è nata l’idea di una formazione specifica in favore di tutto il personale di agenzia della Banca, per sensibilizzare sul tema e fornire elementi utili per riconoscere i tentativi di truffa e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, per combattere questo reato così odioso e contro il quale siamo fortemente impegnati. Infine, ma non per importanza, il Sig. Roberto NAPOLITANO, autista dell’ATAP, che prego di alzarsi, che ci ha chiamato per segnalare che una ragazzina appena scesa dal suo pullman era stata strattonata violentemente da un ragazzo che l’aspettava alla fermata. Era immediatamente intervenuta una nostra pattuglia ma purtroppo i due si erano già allontanati. Il Sig. NAPOLITANO ci 8 ha però detto di averla notata altre volte e che ci avrebbe avvisato se l’avesse vista di nuovo. Ed infatti lo ha fatto qualche giorno dopo, una pattuglia si è fatta trovare già alla fermata ed ha contattato la ragazza, e così abbiamo scoperto e messo fine ad una triste storia di violenza intrafamiliare. Con lui ringrazio anche tutti i cittadini che ci segnalano liti, per strada od in abitazione, spesso indicatori di vicende di violenze coniugale o familiare, una piaga di questi tempi. Anche per loro e per il loro senso civico vi chiedo un grande applauso…. Grazie.
La celebrazione odierna è, tradizionalmente, come per ogni anniversario, anche un momento per fare dei bilanci, e quindi parlare dell’attività svolta dall’Arma nella provincia di Biella nell’ultimo anno. Non intendo però snocciolare numeri, nella convinzione che il servizio reso alla collettività, nei suoi aspetti più positivi come in quelli meno rilevanti, non possa essere ridotto a fredda statistica. Sono infatti le Autorità da cui dipendiamo e con cui collaboriamo, e soprattutto le comunità che serviamo, a dover esprimere un giudizio sulla nostra capacità di essere funzionali alla sicurezza del Paese. Del resto potrei dare dei numeri ma non quello più oscuro di tutti, quello che non conosceremo mai e che tanti dimenticano, e cioè quello dei reati che avrebbero potuto essere commessi ma non lo sono stati grazie alle migliaia di pattuglie svolte nell’anno. Tra queste sono comprese quelle dei nostri Carabinieri forestali, sempre impegnati nel loro importantissimo ruolo a difesa dell’ambiente e della biodiversità, in particolare nei giorni dell’Adunata presidiando le aree di interesse naturalistico.
Le statistiche come dicevo possono essere aride, tuttavia si dice che “i numeri raccontano storie”, ed allora consentitemi di narrarvi alcune delle storie che i numeri dell’attività svolta dall’Arma raccontano. Ne ho selezionate alcune, pochissime, non temete. La prima storia probabilmente la ricorderete, ha come protagonista un bambino, che a scuola, alla sua maestra, ha detto che da grande voleva fare “il poliziotto per arrestare il papà, così non avrebbe più fatto male alla mamma”. Ha detto il poliziotto, non il carabiniere, ingenuità di bambino che gli perdoniamo… Da quella confidenza alla maestra è nata un’indagine condotta da una nostra Stazione, i cui militari con delicatezza hanno avvicinato quella donna, ne hanno guadagnato la fiducia ed hanno infine arrestato il suo compagno e padre del bambino, che teneva in casa una pistola ed un fucile carichi, pronti all’uso, scongiurando una possibile tragedia. Una testimonianza di sensibilità ed efficace collaborazione di tutte le istituzioni coinvolte.
La seconda storia ha avuto per protagonisti i Carabinieri di una Stazione e quelli dei nostri reparti speciali, forestali e della tutela del patrimonio culturale. Durante un controllo in un’abitazione per svolgere delle notifiche, un nostro militare ha notato una parete tappezzata di pelli di animali e vari oggetti storici. Si è posto il dubbio della liceità della loro provenienza e così è stato richiesto l’intervento dei reparti specializzati, che ha portato ad uno dei sequestri di armi storiche, oggetti d’arte e pelli e parti di animali esotici più rilevanti in Italia. Una testimonianza di come le varie componenti dell’Arma, territoriale e speciali, cooperino efficacemente.
La terza storia è quella di una violenta rapina ai danni di una signora novantenne, accoltellata alla gola per poche decine di euro, e salvatasi solo grazie al fatto di essere stato subito soccorsa, oltre che sicuramente per la sua fibra invidiabile! In una sola settimana di intenso ed intelligente lavoro di squadra, i Carabinieri della Stazione locale e del Nucleo Investigativo provinciale hanno individuato e fermato l’autore, uno straniero senza fissa dimora che stava per fuggire all’estero, grazie ad un’indagine certosina che ha 10 messo insieme in modo esemplare le capacità investigative e tecniche del Nucleo con la conoscenza capillare del territorio e delle persone tipica della Stazione Carabinieri.
Insomma, la testimonianza della bontà ed efficacia dell’articolazione dell’Arma. Chiudo con un ultimo saluto, ma non certo per importanza. Saluto la mia famiglia, che è qui presente oggi, e tutte le famiglie dei Carabinieri del Comando Provinciale di Biella. Parlando di essere e non apparire le nostre famiglie sono fondamentali. Ci sono, ma, spesso, non appaiono. Si vedono e vengono magari apprezzati le nostre attività, i nostri sacrifici, ma non sempre quelli delle nostre compagne, compagni, e soprattutto dei nostri figli. Ma la loro condivisione della nostra missione, il loro supporto, ed il loro apprezzamento, sono fondamentali, perché senza di essi il nostro servizio diventa veramente duro da sopportare. A loro il mio ed il nostro grazie.
Viva l’Arma dei Carabinieri, Viva l’Italia!"











































































































