“A stento ho riconosciuto la mia città. Era ospitale, calorosa, aperta alle novità, piena di famiglie e visitatori. In poche parole, era viva. Siamo rimasti stupiti che un appuntamento nazionale come l'Adunata degli Alpini potesse risvegliare le coscienze di molti”.
A parlare moltissimi giovani biellesi, di età compresa tra i 15 e i 30 anni che, nei giorni della storica manifestazione, hanno preso parte al clima di festa che si è respirato a Biella e dintorni. A colpire le nuove generazioni diversi aspetti, a cominciare dall'accoglienza riservata dagli stessi abitanti del capoluogo. “È stata puntuale e attenta, molti biellesi hanno anche sorriso dando il meglio di sé – sottolineano – Forse c'era davvero bisogno dell'entusiasmo contagioso degli Alpini, è stata una festa di popolo”.
Anche gli stessi visitatori hanno condiviso le proprie entusiastiche impressioni con i ragazzi del posto. Specialmente al chiaro di luna, tra un convivio e un coro “improvvisato” per le vie del centro. “Sapevano molto bene che eravamo un po' 'orsi' ma sono stati felicemente smentiti – confidano - Vedete basta davvero poco per lasciare un buon segno di sé. Forse è la svolta che tutti stavano aspettando per voltar pagina e dar vita ad un nuovo sviluppo”.
Pollici in alto anche per l'atmosfera che si è creata in centro, in particolar modo nelle ore serali. “Non avevamo mai visto via Italia e le strade limitrofe così piene di persone – ammettono – Ovunque ti girassi c'era un buon motivo per fermarsi, parlare, conoscere persone e realtà nuove, senza bisogno di stare sempre sul cellulare. Si è respirata una sana socialità, c'era davvero desiderio di stare insieme. Forse ci vorrebbero più eventi di questo tipo, distribuiti nel corso dell'anno, che puntino a coinvolgere maggiormente noi giovani”.
Moltissimi apprezzamenti sono stati riportati anche per l'opera di pulizia svolta dagli operatori preposti. “Strade pulite, decoro, ordine: la macchina organizzativa si è davvero superata – spiegano – Un sentito ringraziamento all'impegno di tutto il personale che si è prodigato nei giorni dell'evento”. Inoltre, per alcuni, l'Adunata è stata l'occasione per conoscere vicende storiche passate, oltre ai valori che gli Alpini continuano a tramandare ogni giorno. “Conoscevo poco o nulla ma ora capisco perchè le penne nere sono così amate e ben radicate in ogni comunità – ammettono - La stessa Cittadella degli Alpini ci ha permesso di approfondire aspetti che davamo per scontato o che venivano affrontati con superficialità da parte nostra”.
Infine, molti ragazzi hanno apprezzato il clima di unità e condivisione che si è creato in città. “A parte casi isolati, non ci sono state polemiche, critiche o lamentele continue – riportano – Per una volta, si è visto il lato positivo di un evento e della sua comunità. E scusate se è poco”.