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EVENTI | 13 maggio 2024, 09:00

I Valìt al Fréjus a Campiglia Cervo, Rosazza, Piedicavallo

Il programma del 19 maggio

I Valìt al Fréjus a Campiglia Cervo, Rosazza, Piedicavallo

I Valìt al Fréjus a Campiglia Cervo, Rosazza, Piedicavallo

La Fondazione OPL San Giovanni d’Andorno-Centro di Documentazione Alta Valle Cervo – La Bürsch con la Casa Museo Alta Valle del Cervo e il Museo della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Campiglia Cervo per la commemorazione del 150esimo anniversario del Traforo del Fréjus nel 2021 aveva realizzato l’allestimento di una mostra intitolata 1871-2021 | I valìt al Fréjus articolata in due sezioni Immagini da un cantiere internazionale e I Biellesi che fecero l'impresa realizzandola su tre sedi: Campiglia Cervo, Rosazza e il Santuario di San Giovanni d’Andorno.

Nel dicembre dello stesso anno l'esposizione, arricchita di alcuni pannelli iconografici, è stata allestita al Palazzo delle Feste di Bardonecchia con la curatela di Danilo Craveia e Anna Bosazza.

È forte il legame tra la gente della vallata e la grande opera internazionale. È noto il fatto che tanti valìt costituirono la manodopera qualificata all'interno del cantiere o ebbero posizioni di responsabilità. Nel 1871, a inaugurazione avvenuta, un’importante eredità, grazie all’intraprendenza di quegli stessi compaesani lavoratori a Bardonecchia, giunse nella Bürsch: la Società Operaia di Mutuo Soccorso da là si trasferì infatti a Campiglia Cervo (una lapide commemorativa è posta all’ingresso della sede del Museo della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Campiglia Cervo).

Il percorso tematico I Biellesi che fecero l'impresa, frutto di un’ampia ricerca archivistica e bibliografica curata da Danilo Craveia e Anna Bosazza, per conto del Centro di Documentazione dell’Alta Valle del Cervo – La Bürsch, ampliata con molti riferimenti anche a documenti conservati negli archivi parrocchiali e comunali di Bardonecchia e, oltralpe, di Fourneaux e Modane, è ora un volume dal titolo I Valìt al Fréjus, che gli autori hanno voluto dedicare ai “tenaci picapere” della Bürsch.

Il libro, come già l’esposizione, ha ottenuto il prestigioso patrocinio scientifico dell'Accademia delle Scienze di Torino e a questo si è aggiunto il contributo della Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.

Hanno sostenuto i costi della pubblicazione in primis la Fondazione Opera Pia Laicale Santuario di San Giovanni d’Andorno e a seguire: il Comune di Campiglia Cervo, la Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo – Rosazza, l’Unione Montana “Valle del Cervo – La Bürsch”, il Comune di Bardonecchia, i Comuni di Piedicavallo, Rosazza e Sagliano Micca.

Hanno patrocinato la pubblicazione: la TELT - Tunnel Euralpin Lyon Turin, i comuni di Fourneaux e di Modane, la Parrocchia di Sant’Ippolito Bardonecchia e, naturalmente, la Società Operaia di Campiglia Cervo.

Per festeggiare questo importante traguardo raggiunto, la Fondazione OPL del Santuario di San Giovanni d’Andorno-Centro di Documentazione Alta Valle Cervo – La Bürsch, in collaborazione con tutti i soggetti che hanno contribuito e patrocinato, ha previsto un ricco programma per domenica 19 maggio.

PROGRAMMA:

Campiglia Cervo - Museo SOMS

ore 11:00 Benvenuto da parte delle autorità presenti, omaggio alla lapide del Fréjus

e presentazione del volume I Valìt al Fréjus curato da Danilo Craveia e Anna Bosazza.

Santuario di San Giovanni d’Andorno

ore 12:30 Pranzo (facoltativo) alla Locanda del Santuario (su prenotazione telefonando al numero 01560319 entro il 15 maggio). Quota 30 euro tutto incluso

Rosazza - Circolo del Tennis

ore 14:30 Conferenza Incidere il Fréjus a cura di Danilo Craveia e del conte Piero Gondolo della Riva, uno dei maggiori collezionisti di stampe del Fréjus e non solo.

Piedicavallo - Teatro “Regina Margherita”

ore 16:00 Il canto del tunnel con Simona Carando (soprano), Edoardo Cassaro (flauto), Alessandro Barbi (pianoforte).

I “suoni” del Fréjus non furono solo quelli della roccia spaccata da minatori e scalpellini: una ricca produzione musicale fiorì all’epoca e se in alcuni casi è nota (ad esempio il Ballo Excelsior, gran ballo mimico di Luigi Manzotti su musica di Romualdo Marenco, che celebra le grandi opere e invenzioni di quel periodo, compreso il traforo), in altri è stata dimenticata e gli autori del volume l’hanno rintracciata in archivi e biblioteche. Grazie all’intervento di un gruppo musicale, costituito appositamente per questo evento, si potrà ascoltare quel canto che per i picapere del Frèjus era probabilmente conforto alla fatica quotidiana.


c.s. - cc

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