Newsbiella Young - 16 febbraio 2024, 06:50

"Giovani e social: quando diventa un pericolo", FOTO e VIDEO

L'evento ieri mattina in diretta dalla redazione digitale dell'IIS Bona di Biella

"Giovani e social: quando diventa un pericolo"

"Giovani e social: quando diventa un pericolo" è il titolo dell'evento che si è svolto ieri mattina giovedì 15 febbraio all'IIS Bona di Biella in diretta dalla redazione digitale della scuola.

Hanno partecipato Mario Rosario Salvato Luogotenente della stazione dei Carabinieri di Cavaglià, Dott. Manuel Dario Blanco dell'Asl di Biella, Nadia Ferrigo giornalista de La Stampa, il Lama Paljin Tulku Rinpoce di Sordevolo, la preside del Bona Raffaella Miori e alcuni studenti della scuola all'ultimo anno.

Moderatore di "Giovani e social: quando diventa un pericolo" Mauro Benedetti, editore di newsbiella.it. Prima degli interventi è stata mandata in onda l'intervista di Paolo Picchio, Presidente Onorario di Fondazione Carolina, papà di una ragazza di Novara che ad appena 14 anni mori suicida dopo che era stato diffuso sui social un video a sfondo sessuale che aveva la ragazza come protagonista. 

La prima a prendere la parola è stata Nadia Ferrigo, biellese, giornalista de La Stampa, che ha ripercorso alcuni casi eclatanti di cronaca come quello della 15enne Amanda Todd, morta nel 2012 impiccandosi nella cameretta della sua casa, mentre Mario Rosario Salvato, Luogotenente della stazione dei Carabinieri di Cavaglià ha parlato di una nuova malattia, la paura di essere sconnessi e del cyberbullismo. 

 

"Abbiamo visto una crescita dei casi soprattutto dopo la pandemia - ha esordito il Dott. Manuel Dario Blanco Dirigente Medico Psichiatra S.C. Di Neuropsichiatria Infantile - dei disturbi di ansia e dei disturbi depressivi negli adolescenti. E quello che è inoltre emerso è che il problema dei social, per quanto riguarda la nostra provincia, favorisce in particolare la dispersione scolastica. Come è in aumento la fobia sociale, a favore di una realtà modificata. Il problema dei like? esiste, esiste anche da noi, diventa addirittura un ossessione". 

La preside Raffaella Miori ha spiegato come nella sua scuola siano da anni stati appesi all'ingresso delle classi delle tasche numerate dove gli allievi devono lasciare i propri cellulari: "Il problema è che è successo che alcuni ragazzi abbiano portato un secondo cellulare a scuola, perchè fanno veramente fatica a non tenerlo con sè. La dipendenza c'è".

"Oggi siamo tutti dipendenti da internet - ha commentato - il Lama Paljin Tulku Rinpoce - , e il primo responsabile di quello che accade è la società. La prima cosa che dovremmo fare è dare una regolamentazione a questi mezzi, ma non verrà mai fatto". 

I ragazzi hanno parlato delle loro esperienze con i social, di quanto facciano attenzione ad utilizzarlo consapevolmente, e di come attraverso un progetto della scuola diventino a loro volta formatori degli studenti dei primi anni. 

 

stefania zorio