Graziano Dalla Fontana è soprannominato dal critico Carlo Gavazzi “Il poeta della neve di notte” per la sua attitudine a dipingere paesaggi innevati al chiaro di luna.
A lui sarà dedicata la mostra di Natale, a ingresso libero, presso lo Spazio Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che esporrà, fino a gennaio, le più belle opere dell’artista biellese.
L’inaugurazione si terrà venerdì 1° dicembre, alle ore 17:30, in Via Garibaldi 14.
Di seguito gli orari di apertura:
Lunedì-venerdì 10.30-12.30 / 16.00-17.30 - sabato e domenica 16.00-19.00.
8 e 26 dicembre, 1° e 6 gennaio 16.00-19.00.
Chiuso 24, 25 e 31 dicembre.
Così descrive l’opera di Dalla Fontana il critico Carlo Gavazzi, che ne cura la presentazione:
“Per capire Graziano Dalla Fontana partiamo dalla casa che egli abita da un quarto di secolo: la Cà ‘d bosch, gioiello che chi attraversi Pralungo non può non notare. Tutta in legno: la costruì, tornato in patria, Salvatore Acquadro, facendo arrivare il larice dall’America. Là le case erano così; da noi questa è un’eccezione, capisci da lontano che sia una casa d’artista. L’interno lo conferma: le stanze traboccano di quadri. Di Graziano, ma anche altrui. (…) ce ne sono almeno due, di Graziani, forse di più. C’è il paesaggista piemontese, erede di una gloriosa tradizione: tecnica sopraffina al servizio di un’ispirazione autentica. La montagna biellese ha larga parte. Se i grandi oli con paesaggi alpestri e sole abbagliante ricordano Cesare Maggi, la neve, anzi la neve di notte, è il leitmotiv del nostro pittore. (…) Il nostro non è solo montagna biellese (la Trappa, il Mucrone, …). Il Battistero di Biella gli piace, eccolo in una delle sue tante versioni. E poi la gatta, le galline… Chi entri nella parrocchiale di Pralungo è accolto da una pensosa Madonna col Bambino raffaellesca: è un suo dono. Egli non dipinge solo a olio: ecco un’acquaforte (ne ha appreso la tecnica da Guido), disegni a matita, pastelli... Infine, la terza dimensione: le stilizzate figurine in gesso fanno sì che la qualifica di “pittore e basta” gli stia stretta: sono sculture che a De Chirico sarebbero piaciute”.